Ha i monumenti, ma non è monumentale. L'antico cimitero di Bonamorone, ad Agrigento, è da sempre noto con un aggettivo ("monumentale", appunto) che ad oggi gli compete solo di fatto ma non di "diritto". Un fatto sconosciuto ai più, persino all'enciclopedia libera on line Wikipedia, che lo chiama, appunto "cimitero monumentale di Bonamorone". Eppure il primo luogo di sepoltura "extra moenia", fuori dalla città, su cui Girgenti poté contare, sebbene sia ricco (forse non ricchissimo, in verità) di testimonianze storiche di grande importanza e pregio, fino ad oggi è stato tutelato attraverso gli strumenti "sbagliati". Bonamorone, infatti, si trova all'interno della Zona A e dell'area del Parco Archeologico così come tracciato dalla legge regionale 20 2000, la quale però lo inserisce in una zona di "riserva integrale a tutela dl' beni archeologici nonché dell'ambiente naturale nel suo insieme", prevedendo però la possibilità di autorizzare interventi sui manufatti esistenti (articolo 4 della stessa legge). Ciò significa che si è potuto - e formalmente si potrebbe ancora - provvedere a modificare delle tombe (con elevazioni fino a 4 metri di altezza) ottenendo un parere dalla SOpRINTENDENZA in materia archeologica, non monumentale, che prende ovviamente in considerazione parametri abbastanza diversi. Una "carenza" della quale l'ente deputato alla tutela del patrimonio culturale si è accorta negli ultimi anni, provvedendo ad effettuare i necessari studi che serviranno appunto all'imposizione anche di uno specifico vincolo di tutela. Così, nel 2012, ad opera dell'allora dirigente del settore Bernardo Agrò, venne avviato un grande censimento del patrimonio di tipo paesaggistico e monumentale individuabile all'interno del cimitero. Uno studio che venne completato ma, ad oggi, mai trasmesso in primis al Comune di Agrigento, mantenendo di fatto lo status quo, per quanto alla SOpRINTENDENZA sia mutata la "sensibilità" rispetto alla tematica. Della curiosamente intensa attività all'interno del cimitero, comunque, ci si è occupati in passato in più occasioni. Se è un problema che in più occasioni la Europa costruzioni, che gestisce in esclusiva Piano Gatta, ha posto all'Amministrazione comunale, allo stesso modo nell'aprile dell'anno scorso gli ex consiglieri comunali Gibilaro, Cirino, Mallia e Cicero avevano presentato una interrogazione che, alla fine, ottenne ben poche risposte.