MILANO Sembra essere la nuova frontiera intemazionale del turismo. È la scoperta dei cimiteri storici, inesauribili gallerie d'arte, come d'altronde ben sanno i turisti stranieri, che a Milano, dopo il Duomo, fanno del Cimitero Monumentale la loro meta preferita. E ieri una gran folla si è dispersa dalle 9.30 alle 17.30 proprio tra i viaietti del Monumentale, richiamata dalle proposte della Seconda Giornata Europea dei Musei a Ciclo Aperto. L'iniziativa, che poteva anche sembrare una novità assoluta, non ha trovato impreparato il Comune, già da alcuni anni impegnato nella valorizzazione e promozione di questo straordinario patrimonio storico-artistico. Basti pensare che nel 2003, inserito nella Giornata Fai di Primavera, il Monumentale richiamò più di cinquemila visitatori. Migliaia anche ieri, pensando che soltanto alle visite guidate, aperte dalle 9.30 alle 17.30, hanno partecipato circa duemila persone. Già arrivando sul piazzale, il colpo d'occhio era di un luogo di festa e non di mestizia. Entro la recinzione accoglievano i visitatori, oltre a un incomprensibile punto pubblicitario di strumenti per la depurazione delle acque, un banco delle Poste italiane con l'annullo speciale della giornata (il francobollo raffigurava Sant'Ignazio da Laconi), un punto informativo per la distribuzione dei tagliandi numerati delle visite guidate, e una tenda-galleria dove erano esposte le opere partecipanti a un concorso fotografico (visioni del Monumentale) e a un concorso di scultura (bozzetti di idee sulll'arte cimiteriale). In un angolo, i tecnici del suono e delle luci preparavano le apparecchiature per il concerto serale, questa sì un'assoluta novità, del cantante rock Morgan, con il suo programma "Non al denaro, non all'amore né al cielo" ispirato al celebre album di Fabrizio De Andre a sua volta ispirato ali'"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters. Ma già in mattinata era in programma il Concerto gospel del Coro dei Civici corsi di Jazz, diretto da Giorgio Ubaldi. Così, per un'intera giornata, il museo più "vivo" di Milano è stato il Monumentale, con i gruppi delle visite guidate che si attardavano davanti alle opere più significative, firmate da grandi artisti come Giacomo Manzù e Francesco Messina, Lucio Fontana, Giò Ponti e Giò Pomodoro, Piero Portaluppi, Luca Beltrami, Paolo Troubetzkoy, Arnaldo Pomodoro. Ma altri visitatori s'inoltravano alla ricerca di personali scoperte, così incontrando sulle lapidi - per tacere di Alessandro Manzoni - nomi lontani e illustri di cittadini come Carlo Tenca, Melchiorre Gioia, Carlo Treves, Filippo Turati, Carlo Cattaneo, Gerolamo e Domenico Induno, Francesco Hayez, Tranquillo Cremona, e anche quelli più vicini a noi, come don Luigi Giussani, Giovanni Raboni, Giorgio Gaber, l'attrice Milla Sannoner, il disegnatore Guido Crepax (con un fumetto lasciato chissà da chi e raffigurante 3 Valentina, sua creatura, che picchia sulla lastra gridando: «Dottor Crepax! Dottor Crepax!»), il campione di ciclismo su pista Antonio Maspes e l'indimenticato Giuseppe Meazza. Una giornata di vicinanza al concetto più vitale possibile della morte, con Morgan al microfono e, là vicino, e la tenda dei due concorsi aperta fino a tarda sera.