Tre ore di luce:la soprintendenza ai Beni culturali di Palermo ha aperto le porte della Chiesa della Madonna dell'Itria o della Pinta. È accaduto ieri mattina. Chiusa da sempre, almeno nella memoria dei palermitani.Dismesso il ponteggio, ritrovata la luminosità, questo gioiello del 1670, anche se per poche ore, ha ritrovato energia attraverso gli sguardi di chi ha voluto ammirarla. Un'emozione attesa da tempo. L'edificio di culto si trova sotto i bastioni meridionali del Palazzo Reale ad angolo tra via dei Benedettini e piazzetta della Pinta. «Siamo quasi alla fine di un'opera di restauro tanto attesa dalla città», dice Lina Bellanca, direttore della sezione architettonica della Soprintendenza, che insieme all'architetto Carmela Burgio ha diretto i lavori. Il recupero ha riguardato le pareti interne, sulle quali sono tornati a splendere gli stucchi del Serpotta. Coperti negli anni da diversi strati di pittura di vari colori, i putti sono riaffiorati. Ma il Serpotta autore di tanta bellezza è Giuseppe, fratello del più famoso Giacomo. «Vero è dice l'architetto Burgio - che in vari punti riconosciamo più mani. Alcuni stucchi appaiono di fattura più raffinata, quindi sicuramente attribuibili al Serpotta, altri, invece, sono stati realizzati, con molta probabilità, dagli allievi». Il restauro ha riguardato anche la controfacciata, sulla quale sono stati recuperati due quadroni ad affresco, risalenti probabilmente ai primi del 1700, di autore ignoto. Un attento lavoro di recupero ha interessato anche la pavimentazione. «Nel corso di scavi precedenti - dice l'architetto Bellanca - avevamo trovato pezzi del pavimento originale, in cotto ottagonale con parti in smalto verde. Così, dovendo dismettere il pavimento attuale, in pessime condizioni e di scarso valore, rifatto in cemento nei primi del 1900,abbiamo deciso di ricreare l'antico pavimento». Infine, la facciata principale era rimasta incompleta nella penultima tranche di lavori, quindi dopo essere risaliti alla superficie in pietra, è stato rifatto l'intonaco. In tal modo ha ritrovato vigore anche il portale. L'edificio di culto, assunse il nome "la Pinta" in memoria dell'altra, non più esistente, Chiesa della Pinta di epoca bizantina, ubicata nel piano del Palazzo, di cui, nel corso dei lavori di rifacimento di piazza Indipendenza, sarebbero stati trovati dei resti. La storia di questo restauro è antica. I primi interventi risalgono al 1996, furono realizzati in seguito alla apertura di lesioni e condussero a un puntellamento. I veri e propri lavori di restauro, con un finanziamento del 2004, iniziarono nel 2006 e si conclusero nel 2009. Furono adottati incatenamenti e cuciture per garantire le condizioni statiche della chiesa. L'insufficienza del primo finanziamento e la prospettiva di un secondo fecero sì che questa sessione di lavori lasciasse il restauro incompiuto. Tuttavia con i residui di questo stesso fondo si realizzò un'ultima tornata di interventi tra il 2011 e il 2012.Infine, il finanziamento del 2007 del dipartimento regionale della Protezione Civile, si è sbloccato solo nel 2013. Così, lo scorso anno è stato stipulato il contratto con la nuova ditta appaltatrice, competente anche in restauro artistico. Quando la Chiesa potrà essere riaperta e consegnata alla città? Esiste un'area adiacente all'edificio da cui deriva una forte umidità. È un problema che deve necessariamente essere risolto prima della riapertura. Si tratta di un cortile che, al momento, non è chiaro se appartenga a privati, al Comune o alla Curia. In attesa di questi accertamenti, Monsignor Giuseppe Randazzo, delegato arcivescovile per i Beni temporali, ha assicurato che non appena i lavori saranno conclusi la Chiesa della Pinta sarà riaperta al culto.
PALERMO - Riapre la chiesa della Pinta per tre ore
Riassunto in 200 parole:
La Chiesa della Madonna dell'Itria o della Pinta, un edificio del 1670, è stata riaperta al pubblico dopo anni di chiusura. La soprintendenza ai Beni culturali di Palermo ha aperto le porte della chiesa, che si trova sotto i bastioni meridionali del Palazzo Reale. Il restauro, che è stato lavorato per molti anni, ha riguardato le pareti interne, la controfacciata e la pavimentazione. I lavori hanno recuperato gli stucchi del Serpotta, un artista che ha creato bellezza in Palermo. Il restauro ha anche riguardato la facciata principale, che è stata rifatta con l'intonaco.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo