La Selva di san Francesco, sessanta ettari a ridosso della Basilica di Assisi, è da ieri tornata a nuova vita, dopo un lungo sonno durato otto secoli. Con questo atto simbolico, scaturito da una convenzione siglata ieri mattina tra il comandante del corpo forestale dello Stato Cesare Patrone e il presidente della Fondazione «Sorella Natura» (proprietaria della Selva) Roberto Leoni, si sono concluse le celebrazioni per la Giornata mondiale dell'ambiente che per due giorni hanno impegnato il Sacro convento di san Francesco. Con incontri, presentazioni di libri, concerti di musica classica, firme di protocolli d'intesa, presentazione di certificazione etico-ambientale. E con premi: come il «Premio internazionale Sorella Natura» assegnato al Fai (di cui è presidente Giulia Maria Crespi) o il «Diploma di socio benemerito della Fondazione Sorella Natura» andato a Paolo Mieli (direttore del Corriere della Sera), Ferruccio de Bortoli (direttore del Sole 24 Ore), Rita Lorenzetti (presidente della Regione Umbria), Manlio Sodi (della Pontificia Università Salesiana), Roberto Speciale (comandante generale della Guardia di finanza), Paolo Togni (capo di gabinetto del ministero dell'Ambiente). La Fondazione «Sorella Natura» ha, da sempre, come suo scopo principale quello della «diffusione di una cultura etico-ambientale di saggia ecologia attraverso la realizzazione di una società fondata su un'economia solidale e posta nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile». A questi principi si rifa anche una delle tante novità presentate in occasione della Giornata mondiale di quest'anno: il marchio etico-ambientale (della durata di tre anni) che sarà «applicabile a qualsiasi tipo di organizzazione che voglia adottare una strategia di sviluppo sostenibile o che l'abbia già realizzata, anche solo parzialmente». La riapertura della Selva di san Francesco appare così come il simbolo dell'ideale percorso intrapreso dalla Fondazione «Sorella Natura» che da anni lega il proprio impegno al pensiero del primo ecologo della storia, ovvero di san Francesco. Nell'ambito della riapertura della Selva («un bosco plurisecolare, di grande pregio e ricco di specie botaniche autoctone») da ricordare anche la realizzazione di un sentiero di circa un chilometro e mezzo (aperto al pubblico) che congiunge la basilica di san Francesco con la chiesa di Santa Croce al Ponte dei Galli. La gestione della Selva sarà affidata al corpo forestale dello Stato e nella Selva verranno svolte tutta una serie di attività «per la tutela e la protezione della flora e della fauna, oltre che dell'ecosistema in genere e nei suoi valori culturali». Progetti idealmente confermati dalle parole del comandante del Corpo forestale Patrone: «Ormai si è affermata una cultura che pone l'uomo al centro dell'ambiente con i criteri del bene e dell'etica». E da quelle del presidente di «Sorella Natura», Leoni: «Con questa riapertura si vuole andare alle radici dei valori etici». Anche san Francesco ne sarebbe felice.