Quante volte abbiamo incrociato un comitato ambientalista, un movimento o un gruppo di cittadini in lotta per difendere il territorio? Recenti "riforme" come lo Sblocca Italia hanno ulteriormente aumentato e alimentato le resistenze che spesso sono liquidate e sbeffeggiate come affette dalla sindrome "nimby" (not inmy back yard, non nel mio cortile). Ma contrariamente alla vulgata promossa dall'informazione mainstream, i comitati non sono gruppi di cittadini egoisti che si oppongono perché gelosi della loro terra. I comitati sono preparati su basi scientifiche e spesso sono anche più aggiornati dei politici che calano i progetti di colate di cemento, talvolta con superficialità disarmante e noncurante delle conseguenze sul futuro. La letteratura e la ricerca scientifica sul fenomeno del consumo di suolo è sempre più ricca. È appena stato pubblicato il rapporto ISPRA che conferma come non si stia affatto fermando l'andamento della marea grigia che divora 55 ettari di terra al giorno, così come procede senza sosta il banchetto sui litorali che ha reso irrimediabilmente compromesso il 20 per cento delle coste. Con l'esplosione della bolla immobiliare oggi sono le infrastrutture ed i centri commerciali ad essere la causa principale di questa quotidiana perdita di valore agricolo e di biodiversità. Edito da Altreconomia, è uscito anche un ottimo testo del Prof. Paolo Pileri: «Che cosa c'è sotto? Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo». Un volume che racconta il suolo in modo divulgativo, spiegando perché la risorsa più preziosa che abbiamo è proprio quella che abbiamo sotto i nostri piedi: quel piccolo strato che è in grado di trasformare la morte in vita e di renderci servizi inestimabili, come il ciclo del cibo, la conservazione della biodiversità, la regolazione climatica e la captazione delle acque. Una risorsa preziosa che il nostro Paese ogni giorno perde in quantità sufficiente a produrre cibo per 420 persone ed a raccogliere 259 milioni di litri d'acqua. La stessa acqua che poi si trasforma in bombe creando distruzione e purtroppo morte. I dati, gli studi, l'analisi delle cause e delle conseguenze, il dibattito accademico, i convegni, le presentazioni di libri ormai hanno davvero colmato il vaso della conoscenza del fenomeno consumo di suolo in Italia. Sappiamo tutto. Sappiamo perché dovremmo fermare immediatamente le macchine per evitare la collisione con l'iceberg che ci farà affondare. Sappiamo che ci servirà sempre più terra per sfamare i nostri figli. Sappiamo che la terra non è rinnovabile. Sappiamo quali sono le dinamiche da contrastare, come la rendita, che una volta veniva considerata come un fenomeno parassitario ed oggi, invece, viene quasi esaltata. A livello europeo è stato stabilito l'obiettivo consumo di suolo zero entro il 2050. Ma a noi conviene approvare una moratoria subito: stopalconsumoditerritorioadesso. Perché al ritmo di 55 ettari al giorno, rischiamo di arrivare al 2050 con uno stivale completamente affondato nel calcestruzzo e nell'asfalto.