Sotto l'ex fabbrica Cirio l'antico santuario di Afrodite: scavi fermi e degrado. I ruderi acquistati dallo Stato: 3 milioni di euro. Ma del museo non c'è traccia CAPACCIO. Una discarica a cielo aperto nel cuore dell'area archeologica di Paestum. È la sorte toccata a tutta l'area retrostante l'ex stabilimento Cirio, di proprietà della Soprintendenza, che ha acquistato l'immobile - una fabbrica per la lavorazione del pomodoro risalente all'inizio del Novecento - nel 2005. L'immobile è in uno stato di forte degrado con i soffitti in parte crollati e gli scavi archeologici all'interno che sembra abbiano subito uno stop a causa della mancanza di risorse. L'opificio è situato a ridosso del lato meridionale esterno delle mura di cinta dell'antica città di Poseidonia, e fu costruito sui resti di un antico santuario greco di Afrodite, in parte celato sotto l'ex fabbrica. Oltre 3 milioni di euro spesi dalla Soprintendenza per l'acquisizione della struttura per avviare le prime operazioni di scavo e sistemazione dell'area. Scavi che, a quanto pare, non sono più continuati, e il tutto versa in uno stato di abbandono. Paestum, il tempio dimenticato nell'ex fabbrica Cirio L'ex stabilimento della Cirio nasconde un tesoro dell'antichità, un santuario greco in onore della dea Afrodite. L'intera struttura è però nel più completo degrado e gli scavi fermi L'acquisto dei ruderi (quel che rimane della fatiscente ex Cirio) è stato effettuato nell'ambito nelle risorse stanziate per il "Progetto grande attrattore Paestum- Velia" finalizzate alla riqualificazione del parco archeologico. L'ipotesi progettuale prevedeva il recupero dell'immobile moderno per destinarlo a sede museale di esposizione delle necropoli e dei materiali del territorio di Paestum, e a sede di servizi connessi con il parco archeologico, in aderenza a quanto previsto dallo studio di fattibilità sulla città antica. L'interno dell'ex fabbrica Cirio L'interno dell'ex fabbrica Cirio Per la messa in atto delle azioni previste la Soprintendenza presentò alla Regione un progetto da 5 milioni di euro che fu bocciato. A dieci anni dall'acquisto la struttura sta diventando sempre di più un rudere e all'esterno l'erba continua a crescere raggiungendo le pareti dello stabile mentre i soliti balordi utilizzano l'area a mo' di discarica, sversando ogni sorta di materiale. Nella zona retrostante l'ex fabbrica infatti, sono stati abbandonati diverse balle di plastica, di cui non si conosce il contenuto, secchi di pittura, materiale cementizio, pneumatici. Il tutto a pochissima distanza dai maestosi templi di Paestum. Una situazione che dimostra tutta l'inciviltà di questi balordi che agiscono senza preoccuparsi minimamente che si tratta di una zona vincolata dalla legge 220 Zanotti Bianco all'interno di un parco archeologico patrimonio Unesco. Nei capannoni sfondati della fabbrica sono stati effettuati scavi che hanno messo in luce parte del santuario. La sciagura della Cirio è stata nella sua ubicazione situata proprio sopra l'antico santuario greco di Afrodite. Tutto ebbe inizio nel 1908, quando la società conserviera decise di costruire l'opificio sulle rive di Capodifiume, proprio di fronte al tempio di Nettuno. Nel corso degli anni sono stati tanti i reperti venuti alla luce, alcuni anche a seguito dei lavori di ampliamento dello stabilimento, come delle statue acefale di marmo bianco, una fontana, settanta monete di bronzo, cocci, teste in marmo. In questi ultimi 50 anni, il sito è stato oggetto di numerosi studi archeologici che ne hanno confermato l'importanza dal punto di vista culturale e storico. Ma nonostante tutto è abbandonato a se stesso perché non si trovano le risorse per avviare una capillaree campagna di scavi. L'ex stabilimento della Cirio potrebbe essere ristrutturato con un progetto di finanza per una gestione tra pubblico e privato. Un'ipotesi per la cui attuazione svolge un ruolo strategico la costruzione del sottopasso ferroviario il cui iter è in corso.
Paestum, nella valle dei Templi un tesoro sommerso dai rifiuti
La Soprintendenza ha acquistato l'ex fabbrica Cirio a Paestum per 3 milioni di euro, con l'intenzione di trasformarla in un museo. Tuttavia, gli scavi archeologici sono stati fermati a causa della mancanza di risorse. L'area è stata utilizzata come discarica a cielo aperto, con materiali come balle di plastica e pneumatici abbandonati. I ruderi dell'ex fabbrica nascondono un antico santuario greco di Afrodite, scoperto durante gli scavi. La Soprintendenza ha presentato un progetto per la riqualificazione del sito, ma è stato bocciato. L'ex stabilimento potrebbe essere ristrutturato con un progetto di finanza per una gestione tra pubblico e privato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo