Merito del Museo archeologico, che sorge proprio nel fulcro di quest'area romana e ha promosso l'intervento (costato 650mila euro a Regione e Comune), se il progetto varato nel 2009 è giunto al termine e se, a detta del direttore Donatella Caporusso, "ora Milano può riappropriarsi di un pezzo di storia straordinaria ". Mentre i giornali di mezzo mondo pubblicano immagini del nuovo skyline di Porta Nuova, i milanesi sono invitati a riscoprire i loro primi grattacieli. Massimiano, convinto che la grandezza dell'impero fosse proporzionale all'entità dei cantieri, si fece costruire un palazzo imperiale (le rovine sono in via Brisa) a misura del suo prestigio, vicino a un circo per le corse dei cavalli, lungo 500 metri (fino all'attuale via Circo), oltre a un'infilata di torri, che dovevano difendere il territorio dalle invasioni dei barbari, massicce come fortezze inespugnabili. Immaginare tutto questo complesso sembra impossibile, ma il percorso che parte dal museo, attraversa il giardino di meli, nespoli e iris blu, conducendo il pubblico dentro i torrioni superstiti, è punteggiato di illustrazioni (di Francesco Corni) utili per capire la magnificenza e la funzione di ogni spazio. "A noi piace raccontare tutto, a rischio di essere pedanti, ma preferiamo che sia chiaro " confessa con brio il direttore. E, infatti, la visita è illuminante. Si scopre che via Nirone deve il suo nome al fiume che lambiva le mura a ovest; che il cortiletto affacciato su via Luini era l'ingresso alle gradinate del Circo con l'arcata trionfale per gli aurighi; e che il monastero benedettino venuto dopo, in pieno Medioevo, coronato con la chiesa di San Maurizio nel Cinquecento, inghiottì i resti romani della zona, trasformando una delle due torri (quella quadrata) in campanile e l'altra (poligonale a 24 facce) in luogo di culto per i martiri cristiani, che la leggenda diceva incarcerati lì durante le persecuzioni nel 303 d. C. Sulle pareti affiorano ancora affreschi di scuola giottesca con vescovi e santi. Fu, probabilmente, questa riconversione religiosa a garantire la sopravvivenza alle due torri, considerate sacre e intoccabili.
Milano, dopo il restauro aprono le torri romane al museo archeologico
Il Museo archeologico di Milano ha promosso l'intervento per restaurare l'area romana e ha raggiunto il termine del progetto. Il direttore Donatella Caporusso afferma che Milano può riappropriarsi di un pezzo di storia straordinaria. L'area romana include un circo per le corse dei cavalli, torri per difendere il territorio e un monastero benedettino che ha inghiottito i resti romani. La visita al museo è illuminante e offre informazioni utili sulla storia e la funzione di ogni spazio. Il progetto ha costato 650mila euro e ha coinvolto la Regione e il Comune. Il museo ha promosso l'intervento per restaurare l'area romana e ha raggiunto il termine del progetto.
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