PER il Cda dell'Istituzione musei è Laura Carlini Fanfogna il candidato ideale a ricoprire il doppio ruolo di direttore dell'Istituzione e del Mambo. Ora spetta al sindaco Merola decidere se nominarla, seguendo l'indicazione fornitagli dal presidente Lorenzo Sassoli de' Bianchi. Già la prossima settimana l'iter dovrebbe concludersi, senza scossoni. Non c'è quindi ancora un nome certo, benchè in passato non sia mai successo che il primo cittadino abbia scelto diversamente. Chiunque sia il nuovo direttore, sarà in ogni caso l'ultimo a ricoprire il doppio incarico: l'indirizzo emergente è infatti quello di separare le due funzioni. «Nel tempo si dovrà riflettere sulla possibilità di equiparare il Mambo agli altri musei dell'Istituzione e quindi creare una figura dirigenziale autonoma per il settore dell'arte contemporanea, che comprende anche Museo Morandi, Museo di Ustica e Villa delle Rose ha spiegato Sassoli de' Bianchi - . Comunque se ne riparlerà nel prossimo mandato». La scelta del nome in Cda è stata unanime. «Laura Carlini corrisponde esattamente, per noi, alle esigenze dell'Istituzione commenta ancora il presidente - . Ha una formazione museale e conosce l'arte antica come quella contemporanea». Docente alla scuola di Economia e Management dell'Alma Mater, responsabile del servizio musei dell'Ibc, la Carlini può vantare un prestigioso curriculum, con una formazione che parte dal ginnasio a Trieste, mettendo in fila una laurea al Dams, la direzione al Museo Revoltella di Trieste e, curiosità, anche un diploma da sommelier. L'arrivo del nuovo direttore è previsto in via Don Minzoni a fine mese, con un contratto che scadrà il 30 settembre 2016. Troverà sulla scrivania un programma di eventi per il Mambo già stilato all'80 e ricevere il passaggio di consegne il 22 maggio, quando Gianfranco Maraniello vi inaugurerà la personale del cinese Li Songsong. «Quello che mi interesserebbe fare è sviluppare il sistema dei musei aveva illustrato la Carlini alla commissione esaminatrice . Credo che l'Istituzione abbia molte potenzialità che andrebbero sfruttate, dal personale scientifico molto preparato al patrimonio delle collezioni in grado di raccontare la città di ieri, di oggi e di domani. Mi piacerebbe lavorare con le altre realtà bolognesi, non solo istituzionali, come il Teatro Comunale che, col nuovo sovrintendente Nicola Sani, ha spostato l'attenzione verso il presente. E per reperire nuovi fondi non credo sia possibile alzare le tariffe perché il museo sarebbe poco accessibile ».