LA GIUNTA ha infatti approvato ieri una memoria che regolamenta la concessione temporanea di spazi pubblici di pregio per eventi privati, tramite il pagamento di sostanziose tariffe "speciali", che verranno definite dalla Sovrintendenza, i cui proventi saranno utilizzati dal Campidoglio per investimenti proprio sui beni culturali, producendo dunque un circuito virtuoso. La memoria va a integrare la delibera "Sposarsi a Roma" a firma del capogruppo del Pd Fabrizio Panecaldo, passata lo scorso anno in Consiglio: allora si parlava addirittura anche di altre possibilità, come il Colosseo e l'Olimpico. «Oggi abbiamo approvato una proposta che va nella direzione della valorizzazione del patrimonio di Roma e che riguarda la concessione temporanea di spazi di pregio della città per eventi privati, sia di società che di singole persone, in particolare matrimoni » ha detto al termine della riunione di giunta l'assessore al Patrimonio Alessandra Cattoi, che la firmato la memoria, sottolineando che «non c'è mai stato un divieto a questo, ma non era mai stato fatto. Se una persona particolarmente facoltosa voleva sposarsi per esempio ai Musei Capitolini o avere il sagrato di una piazza tutto per sé non lo poteva fare. Ora, probabilmente già dalla fine di maggio, sarà possibile farlo ». «Con questa memoria» ha proseguito la Cattoi «chiunque, evidentemente con delle disponibilità economiche fuori dal comune, decida di volersi sposare in un particolare luogo a cui tiene per la bellezza, il fascino o magari per i ricordi che gli evoca, ha la possibilità di farlo con delle tariffe che non sono di occupazione di suolo pubblico ma speciali, perché effettivamente si tratta di luoghi che verrebbero sottratti alla collettività, anche fosse solo per un'ora, e quindi c'è bisogno di una cifra congrua. I proventi che arriveranno nelle casse del Comune per questo tipo di attività verranno poi reinvestiti in particolare per la conservazione dei tesori artistici di Roma ». «Il documento» ha concluso l'assessore «dà mandato alla Sovrintendenza capitolina di stabilire l'iter amministrativo e le tariffe, che dipenderanno da ciò che viene richiesto e dalla durata». Nella precedente delibera, firmata da Panecaldo, si allargava la possibilità di sposarsi con rito civile, oltre che nella tradizionale Sala Rossa del Campidoglio o al Tempietto di Caracalla di Villa Lais, anche altrove e, oltre che al Colosseo e all'Olimpico, si parlava delle spiagge di Ostia e anche di strutture e ville private. Per quanto riguarda i privati era previsto che chi avesse voluto proporre per i riti civili una villa particolarmente bella o un terrazzo con vista o una chiesetta sconsacrata, poteva indicarli al Comune, previo un sopralluogo degli uffici tecnici, e valorizzarli pagando un canone annuale all'amministrazione. Non solo. Si parlava perfino di aste anche internazionali che avrebbero potuto riguardare la prenotazione della cerimonia per esempio al Colosseo, naturalmente con l'autorizzazione in questo caso del Mibac. Il tutto dopo la sentenza di gennaio 2014 del Consiglio di Stato che aveva permesso la celebrazione dei matrimoni civili in luoghi diversi da quelli istituzionalmente previsti dai Comuni. Anche il XV Municipio si era mosso approvando una mozione per mettere a disposizione la Torretta di Ponte Milvio. Per quanto riguarda i canoni da pagare al Campidoglio da parte dei privati per accreditare le loro strutture si pensava a cifre di 2-3mila euro all'anno, in cambio della disponibilità anche pubblica delle location. Era prevista infine una diaria per il funzionario comunale "in trasferta" per celebrare le nozze.
Matrimoni con vista Tariffe vip del Comune per location sulla Storia
La Giunta di Roma ha approvato una memoria che regolamenta la concessione temporanea di spazi pubblici di pregio per eventi privati, tramite il pagamento di tariffe speciali. I proventi saranno utilizzati per investimenti sui beni culturali. La memoria integra la delibera "Sposarsi a Roma" e previde la possibilità di sposarsi in luoghi come il Colosseo, l'Olimpico, i Musei Capitolini e la Torretta di Ponte Milvio. I privati dovranno pagare tariffe speciali per accreditare le loro strutture e i funzionari comunali dovranno essere retribuiti per celebrare le nozze. I proventi saranno reinvestiti nella conservazione dei tesori artistici di Roma.
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