Il Bigio a Salò? Cipani scrive, Del Bono non risponde. «Nemmeno due righe di cortesia istituzionale», incalza il sindaco di Salò. Nella missiva - inviata il 18 febbraio scorso dalle rive del lago di Garda era contenuta la proposta-richiesta indirizzata al primo cittadino di Brescia di concedere il colosso di Arturo Dazzi al museo di Salò, il Mu.Sa, che verrà inaugurato il 6 giugno prossimo. L'idea era partita proprio dal sindaco Giampiero Cipani che l'aveva affidata ad un'intervista al Corriere nel febbraio scorso. Subito dopo aveva rincarato la dose il presidente della Fondazione che gestirà il Mu. Sa. e del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, Giordano Bruno Guerri. «A Salò aveva detto il Bigio starebbe benissimo». Come annunciato, il sindaco della città gardesana aveva preso carta e penna e aveva scritto all'inquilino della Loggia. Toni cortesi, per non dire cordiali. Cipani avanzava «la richiesta di concedere al Comune di Salò la tanto discussa statua denominata il Bigio al fine di collocarla nel chiostro del nascituro del Museo Civico Santa Giustina». Quindi «collocare il Bigio a Salò aveva scritto Cipani in questo contesto non avrebbe alcun intento celebrativo tantomeno apologetico. La statua potrebbe essere così "musealizzata" spiegata ai visitatori agli studenti ai ragazzi attraverso un percorso critico inteso a ricostruire, non certo a condividere, un periodo storico tanto drammatico per gli Italiani. In fondo il progetto poteva avere anche una funzione di alleggerimento dopo le straordinarie pressioni dei mesi (anni) scorsi intorno a questa vicenda». Tuttavia da Brescia alla richiesta nessuna risposta né negativa né positiva «Niente dopo quasi tre mesi e questo dispiace. Perché si può declinare un invito, respingere una richiesta, ma perché non rispondere?» Sull'idea di traslocare (anche a tempo determinato) il Bigio a Salò sono tuttavia in molti ad esprimere delle riserve. Il rischio della deriva nostalgica, del sentiment celebrativo sono in agguato. Salò rieccheggia antiche ferite che vanno medicate poco alla volta. Portare l' «Era fascista» sulle rive del Garda potrebbe riaprirle. Insomma la mossa potrebbe avere effetti dirompenti, trasformando la capitale della Magnifica Patria, per certi versi, in una nuova Predappio. Giovanni Cigognetti, ex sindaco di Salò dal 1995 al 1999, iscritto al Pd fino al 2013, oggi rappresentante della minoranza «Scelgo Salò» in consiglio comunale, è tra quelli che al Bigio sul Benaco oppongono un "no" secco e senza condizioni. Motivandolo. «Intanto spiega Cigognetti che in quanto a gestione di spazi urbani e architettura paesaggistica ne sa per mestiere - se in qualche modo posso capire la proposta del sindaco magari un po' provocatoria, magari più legata ad una strategia di marketing turistico, non mi spiego che venga sostenuta da uno storico come Giordano Bruno Guerri. Cosa c'entra una statua come questa prodotto del ventennio con la storia della Repubblica sociale dal 1943 al 1945? Dal punto di vista storico non regge affatto, è improponibile. Non mi sarei mai aspettato da uno storico una proposta del genere. Non parliamo degli spazi. Nel chiostro sarebbe assolutamente un oggetto sovradimensionato, incompatibile. E poi sono in molti ad essere contrari, primi tra tutti i rappresentanti dell'Anpi». Quindi niente Bigio a Salò «Per carità se vuole un mio parere personale, la statua o rimane in magazzino o torna in piazza Vittoria. A Brescia. Tertium non datur. Altre possibilità non ce ne sono».
Brescia. Il Bigio in un museo sul Garda? Il sindaco di Salò chiede la statua ma la Loggia nemmeno risponde
Il sindaco di Salò, Giampiero Cipani, ha inviato una lettera al sindaco di Brescia, Roberto Bigio, richiedendo di concedere il colosso di Arturo Dazzi, noto come il Bigio, al museo di Salò, il Mu.Sa. La statua è stata proposta per essere collocata nel chiostro del Museo Civico Santa Giustina. Cipani ha spiegato che il progetto non ha intento celebrativo e che la statua potrebbe essere utilizzata per educare i visitatori sui periodi storici drammatici. Tuttavia, non ha ricevuto una risposta da Brescia. Alcuni hanno espresso riserve sul progetto, temendo che potrebbe essere visto come un tentativo di celebrare l'era fascista.
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