Gentile signora Bossi Fedrigotti, scrivo a lei perché spesso le colonne della sua rubrica hanno ospitato segnalazioni di cittadini relative alla continua deturpazione delle facciate delle case e degli edifici pubblici di Milano che ormai da molti anni sembra essere l'unico modo per esprimere il proprio dissenso durante cortei e manifestazioni o costituire un momento di svago di giovani definiti genericamente graffitari. Nessuno però ha mai rilevato che questi atti vandalici, culminati nei tristi fatti del 1 maggio, hanno danneggiato la città non solo dal punto di vista materiale ma anche da quello culturale. Milano è sempre stata una città bella e ricca (la mostra dedicata ai Visconti e agli Sforza ce lo insegna) e in molti casi le sue abitazioni non sono semplicemente intonacate ma hanno rivestimenti, zoccolature e cordonature fatte di pregevole materiale lapideo. Non tutti sanno che sono state danneggiate e rovinate forse per sempre lastre di rocce provenienti da moltissime località sia italiane che straniere, spesso anche da cave che ora sono esaurite. Rocce come il granito di Baveno, il serizzo e il ghiandone della Val Masino, le serpentine della Valmalenco, il ceppo lombardo, i marmi fossiliferi del veronese e del vicentino (e l'elenco potrebbe continuare a lungo) sono materiali unici, di valore non solo economico ma anche scientifico e storico. Ho insegnato per molti anni Mineralogia agli studenti e agli specializzandi in Scienze Naturali e quindi futuri docenti e ho sempre cercato di sensibilizzarli ad apprezzare l'enorme patrimonio di rocce e minerali che l'Italia possiede. Purtroppo l'ignoranza culturale nelle discipline che rientrano nell'ambito delle Scienze della Terra è grande (se ne parla solo dopo una alluvione o un terremoto) e quindi, mentre si è subito pronti a protestare quando pochi alberi (magari anche vecchi) vengono abbattuti per motivi generalmente importanti, si lascia per anni, come nel caso di Milano, devastare senza pietà proprio le case che sono beni architettonici rappresentativi della civiltà di un popolo. La positiva risposta dei cittadini all'appello del Sindaco a collaborare per riparare i danni causati nel giorno dell'inaugurazione dell'Expo lascia sperare in una maggiore sensibilizzazione a cui però deve affiancarsi un serio impegno da parte delle autorità a perseguire con severità tutti i futuri atti di vandalismo contro il patrimonio privato e pubblico. Rosangela Bocchio Grazie, gentile professoressa, per averci rammentato la nostra storia che passa anche attraverso le pietre. Pietre preziose che parlano della grandezza della nostra città e che noi trascuriamo trattandole spesso come fossero cemento, sassi di nessun valore, sempre rimpiazzabili. Isabella Bossi Fedrigotti