Il parco archeologicO di Selinunte si estende per circa 400 ettari e si trova presso la foce di un fiume dove cresce ancora il prezzemolo selvatico (selinon) che diede il nome al corso d'acqua ed alla città che fu fondata dai Megaresi nella seconda metà del VII secolo a. C.. I Greci eressero ben quattro templi paralleli e vicini nell'area meridionale destinata al culto ed alle attività pubbliche Dopo un iter durato 15 anni. La firma dell'assessore regionale ai Beni culturali Antonio Purpura avvia la più grande area archeologica del Mediterraneo verso l'autonomia gestionale. Il Parco - costituito con la legge n. 20 del 2000 - è dedicato all'archeologo Vincenzo Tusa che, a metà degli anni Settanta, combattè per sua l'istituzione e sottrasse i terreni, oltre 400 ettari, alla mafia e agli imprenditori che in quell'area avevano in mente di costruire un villaggio turistico, e ai tombaroli clandestino che lo avevano saccheggiato. Un atto di coraggio per Tusa che dovette "affrontare" le ostilità dell'amministrazione comunale di Castelvetrano dell'epoca e fronteggiare con civiltà le pressioni mafiose che, nel tentativo di sollevare una protesta collettiva contro l'area archeologica, non usarono certo mezzi leggeri. A tutto ciò Tusa, al tempo sovrintendente della Sicilia occidentale, seppe opporsi con fermezza facendo espropriare la vasta area. La gestione autonoma dell'Ente parco, che si concretizza attraverso gli incassi della biglietteria che non entreranno più nelle casse regionali, potrà togliere l'immensa superficie dal degrado in cui da anni si trova. L'importo dei biglietti è previsto che andrà per il 70 per cento all'Ente (e non più alla Regione) e il 30 resterà al Comune di Castelvetrano. L'iter per l'approvazione del regolamento è stato lungo e farraginoso: per ben tre volte, dopo la firma del decreto regionale che istituiva l'Ente avvenuta nell'aprile del 2013 (senza però dotarlo di norme attuative) la burocrazia regionale aveva posto una serie di quesiti e cavilli che ne avevano ritardato l'approvazione. Il direttore del Parco Giovanni Leto Barone, poche settimane fa, aveva espresso grandi preoccupazioni dichiarando che «se il regolamento non sarà approvato in tempi brevi, c'è il rischio che tutto salti». La Regione, negli ultimi anni, non aveva più erogato somme al sito archeologicO, così come ai musei e parchi siciliani, lasciandolo nel più completo abbandono: sterpaglie ovunque, poca sicurezza, cani randagi e un disservizio generale sono stati periodicamente motivi di proteste di turisti e visitatori. Senza contare quelle per le mancate aperture nelle giornate festive e nelle domeniche dovute alla mancanza di disponibilità economica da parte della Regione per il pagamento dei custodi che oggi si spera, con una nuova e più mirata gestione e una migliore organizzazione, possano considerasi capitolo chiuso. Resta sempre sospesa la questione dell'affidamento dei servizi aggiuntivi che, malgrado la sentenza del Consiglio di Stato, continua a non essere definita. Nei prossimi giorni, nel corso di una conferenza stampa, verranno meglio specificati in che termini si sostanzierà l'autonomia gestionale. Ieri, intanto, l'onorevole castelvetranese Giovanni Lo Sciuto ha dichiarato: «Il regolamento, formulato dal Comitato tecnico scientifico, dopo mesi di vari chiarimenti, è una realtà. Oggi si fa la storia. A Selinunte, si apre una nuova era». 15052015