Una miniera di scoperte. Strumenti scientifici, animali impagliati, raccolte di minerali e rocce degne di un ateneo. Forse il pezzo più raro di questa immensa raccolta della stagione illuminista e positivista del Mantovano lo tiene in mano per mostrarlo alla macchina fotografica il direttore scientifico di Master, Riccardo Govoni: uno scintillante compasso ideato e progettato dal matematico della corte francese alla fine del '600. Serviva per calcolare la traiettoria dei proiettili, non per fare semplici circonferenze sulla carta. Era in mezzo all'immensa collezione di strumenti scientifici del Gabinetto di fisica del Palazzo degli studi, l'odierno Liceo Classico Virgilio. C'era, ma nessuno lo sapeva perché non era catalogato. È uno dei tanti tesori riscoperti dallo staff di docenti e ricercatori che stanno riorganizzando e ricatalogando l'intero patrimonio custodito al primo piano del liceo e nelle altre istituzioni collegate (la Biblioteca Teresiana e l'Accademia Virgiliana) nell'ambito di un progetto dal titolo lunghissimo ma che ben illustra lo spirito della proposta: Mantova tra illuminismo e positivismo, un percorso inedito tra arti, scienze, luoghi e collezioni. «Un progetto legato ad Expo 2015 ma che va oltre Expo spiega Giulia Pecchini, dell'assessorato alla cultura del Comune nel senso che questo percorso si propone di rendere accessibile e fruibile il patrimonio di reperti custoditi non solo nei musei ma anche in Fondazioni, scuole e istituti. E questo percorso non si fermerà con la conclusione di Expo». L'iniziativa ha già un grande merito culturale: quello di rivisitare la Mantova positivista e illuminista, periodo storico e culturale che, come molti altri, è sempre stato un po' trascurato rispetto all'enormità di studi riservati alla lunga gloria gonzaghesca. Quanto custodito nelle sale e nei laboratori del Virgilio appartiene al sapere a cavallo di due secoli gloriosi per lo sviluppo del pensiero scientifico. Basta pensare al kit didattico sul magnetismo realizzato nel '700 da una manifattura inglese e finita nell'avanzato laboratorio del Palazzo degli studi. «Qui ci sono oltre 200 pezzi spiega Govoni che per l'epoca erano all'avanguardia. Questo dimostra l'attenzione e la mole di investimenti che venivano riservati alla scuola nei primi dell'Ottocento, quando qui c'era giùà il Liceo». Inizi dell'Ottocento, vale a dire la breve stagione Napoleonica, quando nei documenti ufficiali compare la scritta "Cittadino" al posto di Suddito. Nella sala vicina ci sono invece Stefania Accordi, geologa e presidente dell'associazione "Per il Parco" e Alessia Goreri, anche lei dell'associazione e ricercatrice. Sono alle prese, la prima con la catalogazione di tutte le antiche collezioni di rocce e minerali conservate (in modo caotico) al liceo e la seconda con gli animali imbalsamati, compreso il coccodrillo osservato da generazioni di liceali inconsapevoli, forse, di trovarsi di fronte a una donazione di Giuseppe Acerbi.