L'Anticorruzione delibera su direzione lavori e autorizzazioni Il Comune deve renderla pubblica e prendere provvedimenti L'esposto del progettista, l'architetto Stefano Campetti, risale alla vigilia di Natale 2013, in questo anno e mezzo l'Autorità nazionale anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, ha scartabellato tutta la documentazione e, dopo aver chiesto chiarimenti a palazzo D'Aronco, ha deliberaro una serie di violazioni che il Comune avrebbe commesso nell'appalto per la ristrutturazione dell'ex macello di via Sabbadini. Secondo l'Anticorruzione l'ente non avrebbe determinato correttamente i corrispettivi per l'incarico della direzione lavori, avrebbe invitato due società prive di requisiti e aggiudicato alla Serteco anche se non qualificata allo svolgimento dell'incarico e incompatibile perché è ha effettuato, per la stessa opera, la verifica del progetto. Ma non solo perché il cantiere sarebbe stato aperto senza avere in mano tutte le autorizzazioni. L'elenco delle violazioni è lungo e il Comune ha 30 giorni di tempo per comunicare a Roma quali provvedimenti intende adottare. Nel frattempo dovrà rendere pubblica la delibera sul sito web. In queste ore, i dirigenti di palazzo D'Aronco stanno valutando come procedere. L'obiettivo è convincere l'Autorità anticorruzione che l'iter seguito è legittimo per evitare che la stessa Autority segnali il caso agli organi competenti. Direzione lavori L'incarico è stato affidato alla Serteco direttamente dall'allora Responsabile unico del procedimento (Rup), ingegner Luigi Fantini, riducendo forfettariamente del 35 l'importo a base d'asta. «Tale procedura - recita la delibera - appare poco motivata e lascia ipotizzare un comportamento apodittico atto a far rientrare l'importo al di sotto della soglia dei 100 mila euro in modo da poter espletare una gara con procedura semplificata. Tale ipotesi appare essere confermata dal successivo aumento del compenso del direttore lavori che passa da 94.739,54 a 114.739,54 euro». Un aumento pari al 21,11. Cinque i professionisti invitati, due soli hanno presentato l'offerta. L'incarico è stato affidato alla Serteco spa, la stessa che aveva già ricevuto numerosi affidamenti dal Comune e che aveva effettuato la verifica dei progetti definitivo ed esecutivo dell'ex macello. «La società Serteco - recita ancora la delibera - è stata impropriamente invitata e individuata quale affidataria del servizio nonostante la carenza di requisiti e l'incompatibilità derivante dall'incarico di verifica del progetto definitivo ed esecutivo già affidato alla stessa». Senza contare che la Serteco «non ha tra i soci o direttori tecnici nessun architetto, tale circostanza - recita sempre la delibera - avrebbe comportato l'esclusione dall'invito alla gara». Nel caso di beni vincolati dalla Belle arti, infatti, la direzione lavori non può essere affidata a un ingegnere. Le varianti Due le perizie di variante approvate con una maggiorazione dell'importo contrattuale pari all'11,26. «Nel caso della seconda, l'affidamento allo stesso soggetto di verificatore e direttore lavori ha portato all'anomala circostanza per cui il direttore lavori ha evidenziato l'errore progettuale dopo aver dichiarato validabile il progetto esecutivo generale». Ma non basta perché l'Anticorruzione mette in evidenza «che il progetto esecutivo era carente delle necessarie autorizzazioni da parte degli enti preposti» in particolare, trattandosi di bene vincolato dalle Belle arti, quella della Soprintendenza. «Si ritiene - recita la delibera - che vi sia stata un'omissione nello svolgimento dell'attività di verifica, di validazione e approvazione che ha contribuito alla necessità di redazione delle perizie di variante». La delibera dell'Autorità anticorruzione arriva a tre mesi di distanza dal parere al quale l'amministrazione di palazzo D'Aronco ha già risposto. Ora il Comune ha un mese di tempo per comunicare «eventuali provvedimenti adottati in relazione alle osservazioni formulate dall'Autorità». Realizzati in due lotti, i lavori di riqulificazione dell'area dismessa sono iniziati il 10 settembre 2013 e ora sono in fase di completamento. Nell'ex macello troverà spazio il Museo friulano di storia naturale.