OLBIA La storia è nel sottosuolo. Dove una passerella ti porta a spasso per i millenni. Si cammina tra tombe alla cappuccina e una rampa che portava dritta al tempio di Cerere, si osserva un fornace di epoca giudicale e poi ci si imbatte in anfore di età imperiale. I piedi della basilica di San Simplicio brulicano di antichi splendori. Pezzi di storia che si possono ammirare sul posto. Ieri mattina la necropoli di San Simplicio ha aperto le sue porte per la prima volta. Si tratta dell'anteprima assoluta dei lavori di musealizzazione che interessano l'area sotto la basilica degli olbiesi. Comune e Soprintendenza hanno scelto di fare questo regalo alla città nei giorni della festa di San Simplicio. La necropoli sarà visitabile fino a domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21. Viaggio nella storia. Nell'autunno del 2011, durante i lavori per la realizzazione di piazza San Simplicio, spuntò un'immensa necropoli: 450 tombe, corredi funerari, anfore, statuine ex voto. Poi la rampa di accesso del tempio romano, due pozzi, una fornace utilizzata per la realizzazione dell'attuale basilica. Reperti preziosi che interessano un arco temporale che va dal 750 avanti Cristo al 1300 dopo Cristo. Un tesoro che l'amministrazione decise di valorizzare con un museo sotterraneo. La stratificazione. «La collinetta di San Simplicio è il primo luogo alto fuori dall'antico abitato» spiega l'archeologo della Soprintendenza, Rubens D'Oriano. Ed è qui che nei millenni si concentrò l'attenzione degli antichi olbiesi. Probabilmente un santuario era presente già in epoca fenicia e poi greca. Il culto è proseguito in età punica per poi arrivare alla fase repubblicana, con un tempio dedicato alla dea Cerere, attorno al quale si affollavano centinaia di tombe. Stesso utilizzo in epoca imperiale: in questo periodo venne costruita la rampa di accesso al tempio. Con il diffondersi del cristianesimo, al culto di Cerere si sostituì quello del martire San Simplicio. Anche in epoca medievale continuò la sepoltura attorno al santuario. L'attuale basilica fu costruita a partire dall'XI secolo. Luogo di culto. Insomma, l'area ha sempre avuto lo stesso scopo. La basilica è esattamente sovrapposta agli antichi santuari. La chiesa sorge dunque sul tempio dedicato alla dea Cerere. Due gli indizi principali. La rampa di accesso dell'antico santuario si trova esattamente davanti alle porte della basilica. Poi c'è da considerare l'orientamento della chiesa: facciata verso est e abside verso ovest. Un caso unico che conferma la sovrapposizione, visto che i templi dell'antichità erano rivolti a est. Lavori in corso. Il museo, comunque, non è ancora completo. Sarà allestito con pannelli didattici e 4 vetrine che ospiteranno gioielli, specchi in bronzo, vetri, monete. «Sono in restauro, sono loro che dettano i tempi», dice D'Oriano. Dunque non ci sono certezze sui tempi di apertura o sulla gestione. Ma intanto olbiesi e turisti in questi giorni potranno gustarsi l'anteprima con tanto di visite guidate.