La commissione elettorale del Comune di Capannori ha sorteggiato 247 scrutatori, di cui i primi 208 saranno assegnati alle sezioni elettorali per le elezioni regionali di domenica 31 maggio con eventuale turno di ballottaggio il 14 giugno. Le persone sorteggiate, al momento del ritiro della notifica, dovranno sottoscrivere una autocertificazione con la quale attestano il loro status di disoccupato, inoccupato o studente per garantire che solo coloro che appartengono a queste tre categorie svolgano il ruolo di scrutatore, in seguito alle scelte dell'amministrazione comunale e agli indirizzi del consiglio comunale e in linea, anche, con le disposizioni della legge regionale del marzo 2015 in materia di procedimento elettorale regionale. I nomi degli scrutatori sono consultabili sulla home page del Comune (www.comune.capannori.lu.it) nella sezione Speciale Regionali 2015 dove è presente anche il modulo per l'autodichiarazione. Per il ritiro della notifica rivolgersi all'ufficio elettorale al numero 428371-297.S. GIUSTO DI COMPITO Sembra in uno stato di impasse il progetto di recupero del complesso dell'ex Casa del Cinese, storico immobile situato nel centro storico del paese, che il Comune ed Erp, in collaborazione con Fondazione Casa, intendono trasformare in cinque alloggi popolari da destinare alle famiglie più deboli, in particolare giovani coppie. Lo scorso febbraio il vecchio rudere è stato demolito, dopo che una parte della struttura era crollata a causa del maltempo e delle forti piogge che avevano fatto collassare un edificio già in stato di forte degrado. Dopo la bonifica e gli urgenti interventi di messa in sicurezza dell'area, della ormai ex Casa del Cinese sono rimaste solo le fondamenta e Reta ancora in condizioni pericolanti una porzione degli edifici disabitati, adiacenti all'ex Casa del Cinese, che fanno parte anch'essi del piano di recupero dell'area. Un progetto che l'ente non ha abbandonato, inserito nel piano triennale 2015-2017, ma che al momento sembra bloccato. Sulla questione interviene l'ex consigliere comunale Mauro Massei, memoria storica di questa complessa vicenda. «Su questo progetto, di cui si parla anni, sono state investiti tempo e risorse e la finalità sociale è importante perché darebbe una risposta alle famiglie più colpite dalla crisi. In questo modo inoltre contribuiremo a riqualificare la frazione i cui gli abitanti, da molti anni, stanno convivendo con le criticità, anche per la circolazione, dovute alla decadenza dell'edificio, che ha comportato la chiusura della strada per evitare la caduta di pezzi dal muro pericolante. Pertanto auspico un confronto tra il sindaco Luca Menesini e gli abitanti per il recupero dell'area che, come assicurato a suo tempo dall'amministrazione, sarà destinato ad un ceto medio, che anche oggi vive grandi difficoltà per la crisi. Non sarà un dormitorio come teme qualche cittadino della zona. Alcuni proprietari di questi edifici contigui hanno anche manifestato al Comune la propria disponibilità a cedere le parti murali in vista di un intervento risolutivo di tutta l'area». Per il recupero della "Casa del Cinese" da parte del Comune ed Erp sono stati previsti circa 800mila euro (l'ente di piazza Aldo Moro nel piano triennale ha stanziato 50mila euro per il 2016 e 100mila per il 2017) . Il progetto, avallato dalla Soprintendenza, prevede alloggi a fini residenziali da mettere a disposizione delle fasce più deboli della popolazione. Difficile ad oggi prevedere quanto potrà aprire il cantiere. Una procedura che oltretutto non è stata semplice per i molti i vincoli da rispettare in quanto l'edificio si trova in una zona di particolare pregio. In condizioni di degrado da oltre trent'anni il secolare edificio è ormai ridotto ad uno scheletro. L'immobile ha avuto molti proprietari. L'ultimo, secondo quanto risulta dagli atti catastali, è stata una persona di origini cines, di cui però nel corso degli anni sono state perse le tracce, ma che ha dato il nome con cui è chiamato dagli paesani.