IL FUTURO dell'Acquasola - così come degli altri parchi cittadini - sta di fatto nell'incognita di un passato che non c'è più, quel sistema del verde urbano di Genova che si chiamava "Direzione giardini e foreste" con centinaia di giardinieri e dirigenti di grande esperienza. «E' chiaro che quando sono stati tagliati i fondi per le manutenzioni perché arrivavano sempre meno soldi da Roma, se ne sono andate molte persone e anche il verde è passato ad Aster, si è potuto fare molto meno, e i risultati si vedono ovunque» sospira Bruno Gabrielli, architetto ed urbanista, per dieci anni assessore comunale all'Urbanistica. Che sul futuro dell'Acquasola, da distinguere peraltro dagli altri grandi parchi genovesi, a suo dire, ha un'idea precisa: bene la valorizzazione, ma con l'intervento di privati. Professor Gabrielli, prima di tutto: ma c'era proprio bisogno, vent'anni fa e più, di pensare a costruire un parcheggio in quell'area? «Le cose cambiano nel tempo, ma paradossalmente, se si fosse costruito il parcheggio ci sarebbe stato un miliardo di vecchie lire di oneri di urbanizzazione per rifare completamente l'area verde. Ma andiamo oltre». Andiamo oltre, e veniamo ad oggi: il parco storico è stato distrutto da un ventennio di transenne e incuria.. «Io starei attento alla mitizzazione del parco storico. A Genova, la Villa Pallavicini, la Duchessa di Galliera, i parchi di Nervi, che hanno un valore molto più alto dell'Acquasola: l'architetto Barabino disegnò, se andiamo a vedere, una bozza di sistemazione dell'area derivante dal taglio di piazza Corvetto come una passeggiata per le carrozze, un doppio filare di alberi con un'ampia promenade centrale. Dignitosissimo, ma il parco è un'altra cosa. E in ogni caso, non sarebbe stato possibile rifarlo così: nei secoli sono cresciuti altri alberi, e per rifare il disegno originale si sarebbero dovuti abbattere, e sarebbe stato impensabile». Il Comune ha scelto di riportare allo s plendore di un tempo il laghetto e la promenade sul lato sud. D'accordo? «D'accordo, va benissimo, ma il problema vero sono le manutenzioni. Il verde cittadino ha perso molti colpi, l'ufficio che se ne occuopava era uno dei più significativi d'Italia, apprezzatissimo anche all'estero. Adesso le cose vanno male dappertutto. E per l'Acquasola così come per le altre ville genovesi penso sia il caso di utilizzare una finanza inventiva, se così posso dire: trovare chi ci mette dei soldi...». C'è un'associazione, This is Genoa, che si è fatta avanti asserendo di avere un progetto di tutela per l'Acquasola. Può essere un inizio? «Può esserlo, ma si tratta di volontariato o c'è anche qualcosa di commerciale, che garantisca i costi? Non bisogna aver paura di valorizzare luoghi belli e difficili da mantenere anche inserendovi chioschi o iniziative a pagamento. Quando ero assessore avevamo iniziato un percorso sui Parchi di Nervi che prevedeva anche un'intesa con gli stabilimenti balneari e la collocazione dispazi ristoro, poi non mi risulta se ne sia fatto più nulla ». Per quanto riguarda l'Acquasola, quindi? «L'Acquasola era già ed è sempre stato un giardino dove portare i bambini a giocare. E per le ragionic he hod etto, aveva bisogno di interventi forti di manutenzione già prima che si aprissero i cantieri che l'hanno bloccata per anni. Quello che dico è che bisogna pensare a nuovi usi anche del verde pubblico, anche da cornice ad attività economiche: perchè non pensare ad un ristorantino?». Una sorta di Casina Valadier come a Villa Borghese a Roma? «Sì, un'idea del genere. Gli spazi verdi vanno vissuti, non sono musei. Tutelati, rispettati, ma anche utilizzati in modo da garantire anche il recupero di fondi per mantenerli. Visto che i soldi per questo patrimonio verde non ci sono».
Gabrielli: "Il futuro dell'Acquasola? Trovare i fondi perduti del verde"
Bruno Gabrielli, ex assessore comunale all'Urbanistica, parla del futuro dell'Acquasola, un parco storico di Genova. Secondo lui, il parco è stato distrutto da un ventennio di transenne e incuria. Gabrielli propone di valorizzare il parco con l'intervento di privati e di utilizzare una finanza inventiva per finanziare le manutenzioni. Ha anche suggerito l'idea di utilizzare il parco come cornice per attività economiche, come un ristorantino o un'associazione di volontariato. L'architetto pensa che il parco non sia solo un luogo di relax, ma anche un luogo di incontro e di attività.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo