LA DISCESA NELLA STAZIONE MUNICIPIO TRA L'AMBIENTE PROGETTATO DA SIZA E L'ENORME VIDEO AFFRESCO DELLA ROVNER LA DISCESA agli "inferi" della stazione Municipio comincia a meno 8, dove, raggiungibile dall'unica entrata al momento praticabile, si incontra il mezzanino con i tornelli, gli ingressi agli ascensori e l'ambiente progettato da Siza e Souto de Moura (vincitori del premio Pritzker) tutto bianco. Una scelta minimalista che rende la stazione diversa dalle altre. Il mezzanino ospita l'enorme video- affresco di Michal Rovner, unica opera contemporanea prevista: 37,5 metri per 5. Il golfo, il Vesuvio in eruzione - una citazione di Pompei - e la lava fanno da sfondo a un moto perpetuo delle piccole figure rovneriane. L'oggi dialoga con il passato dei resti archeologici, nella più grande delle stazioni della linea 1, lo snodo urbano di primo livello che collegherà la parte orientale con quella occidentale della città e il porto con la stazione ferroviaria. Per prendere il treno, che già passava sotto la piazza, si scende ancora di 45 metri con 5 rampe di scale mobili. Quelle di servizio sono molto larghe per consentire alla luce di filtrare attraverso il pozzo tra mezzanino e piano del ferro. Qui è l'opera della Rovner, proiettata sul muro tufaceo del primo dei tre bastioni del Maschio Angioino scoperti negli scavi, con un fossato sotto il basamento restaurato. Il "palinsesto", come lo chiamano gli archeologi, una sovrapposizione di resti di epoche diverse, antico, medioevale, moderno e contemporaneo, sarà in "mostra" restituito alla città. Il posto d'onore rispetto ai 24 chilometri e 36 stazioni dell'anello da Piscinola a Capodichino (entro due anni, altri 9 treni in arrivo), viene riservato a "Passages" della Rovner, che domani verrà vista dal premier Renzi, in visita per questo scopo. «Il mio sogno - aveva detto la Rovner in un'intervista del 2009 a "Repubblica" sarebbe poter realizzare una installazione a Napoli, in uno spazio collegato con l'archeologia». Fece prima il Louvre ad aggiudicarsela, nel 2011, nella cour Napoleon e nelle sale del Medio Oriente sulle mura del fossato medioevale. In Francia Michal Rovner era già molto conosciuta per la mostra del 2005 al Jeu de Paume. L'opera del Louvre, "Histories", con le sue immagini in movimento sulle possenti mura è la più simile a quella di Napoli, ma quest'ultima è permanente, quindi resterà unica. L'artista di Tel Aviv torna a Napoli dove aveva esposto per la prima volta nel 2007 proprio all'Archeologico nella mostra "Oltre la polvere". L'opera napoletana sarà anche l'unica con affreschi di mano dell'artista realizzati su stucco secondo la tecnica classica e con i suoi inserti dipinti. Figurine fotografate più volte con la tecnica del "blur" (fuori fuoco), come quelle che Rovner ha disegnato per il libro di David Grossman "L'abbraccio", un dialogo tra un bambino e la madre, dove si spiega che l'abbraccio è stato inventato per fare in modo che chi si sente solo e "uno", diventi "due". «Potrei andare ad abitare in solitudine in una domus pompeiana », aveva detto in visita a Napoli nel 2009 Michal Rovner: l'idea di un richiamo alla civiltà perduta è diventata realtà sei anni dopo, e domani sarà svelata a tutti.
NAPOLI - Quel fossato dell'arte che il Louvre ci invidia
La stazione Municipio di Napoli è stata progettata da Siza e Souto de Moura e presenta un ambiente minimalista. L'ingresso è segnato da un mezzanino con tornelli e ascensori. L'artista Michal Rovner ha realizzato un video-affresco di 37,5 metri per 5, che si trova nel mezzanino. L'opera mostra un moto perpetuo di piccole figure rovneriane e dialoga con il passato dei resti archeologici. La stazione è collegata al porto e alla stazione ferroviaria e richiama la civiltà perduta. L'opera di Rovner sarà svelata domani e sarà la prima installazione a Napoli.
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