Suoni di tromba sull'andamento del turismo in Sicilia. Sembra che la situazione si sia modificata in positivo. Da fonti dell'assessorato sembrerebbe che la stagione stia andando molto bene. Bene pare sia andata anche la Pasqua. Bene pare vadano i bed and breakfast, e meglio l'agriturismo. In realtà le fonti degl'imprenditori del settore non affermano cose analoghe. Cassarà, vicepresidente della Fiavet nazionale, l'associazione degli agenti di viaggio e dei tour operator, è molto tranciante nel suo giudizio sull'andamento del primo semestre dell'anno del turismo siciliano con la sua affermazione: «Dai nostri dati, che coprono la maggior parte delle aziende del settore, non è andata né sta andando ancora bene». Grande confusione quindi. Non si sa a chi credere. Spereremmo che abbia ragione l'assessorato al turismo. Anche se sarebbe opportuno che i dati sulla base dei quali i funzionari regionali esprimono i loro giudizi fossero distribuiti a tutti. I paesi civili sono caratterizzati dalla condizione che l'informazione è a disposizione di tutti ed è fornita da un ente super partes, secondo un calendario prestabilito, come fa l'Istat per il Paese. Quindi non essendo disponibili informazioni pubbliche sull'andamento dei primi cinque mesi dell'anno ci asteniamo da qualunque commento. Si può invece parlare di quello che è accaduto nel 2004 rispetto al 2003. Sempre da fonti dell'assessorato, vi è stato un incremento di 32 mila presenze, un po' meno dello 0,2. Da 13.174.323 a 13.206.790. Mentre gli arrivi sono aumentati di 87.000, da 4.092.114 a 4.179.513 cioè dell'1,6. In realtà vi è stato un incremento, più negli arrivi che nelle presenze. Altre regioni nello stesso periodo hanno fatto molto meglio: la Calabria con un più 10,5 , il Molise più 7,3, la Puglia più 4,3 ma la Campania ha perso il 3. Quindi poteva andare meglio ma anche peggio. Preferibile limitarsi invece che dare giudizi difficili a commentare alcune tendenze. La prima: la gente non solo si ferma poco più di tre giorni in media. Ma questa presenza continua a diminuire. Forse tale contingenza si può addebitare ai low cost che permettono una vacanza più veloce, considerato il più basso biglietto aereo da ammortizzare, ma anche all'aumento del turismo interno che in genere riguarda il fine settimana. Se invece guardiamo ad un fatto storico ci accorgiamo che la punta massima di presenze si è avuta nel 2001 con 13.416.475, dato che come si può controllare, dopo tre anni non è stato ancora migliorato. Cosa fare per incrementare la presenza turistica in Sicilia non è facile a dirsi. Alcuni sostengono che bisogna incrementare l'occupazione dei posti letto e certamente ciò è corretto. Anche se vi è un limite fisiologico di clima, di periodi che bisogna superare. In questo forse la calendarizzazzione di attività promozionali dell'assessorato in bassa stagione può essere utile. Ma vi è una obiettiva carenza di posti letto. Al 2003 i 145.764 posti letto disponibili sono meno di quelli della Sardegna (159.726), ma anche della Calabria (188.115) e della Puglia ( 192.733 e non sono assolutamente paragonabili a quelli del Veneto che viaggia abbondantemente oltre i 500 mila (679.871). Ovviamente l'accusa è facile: chi manifesta l'esigenza di aumentare i posti letto vuole favorire gli interessi dei palazzinari. E' meglio utilizzare i paesi abbandonati per farne paesi alberghi o le fattorie abbandonate per complessi che aumentino la ricettività. Ben venga dove è possibile un simile utilizzo. Nel frattempo rendiamoci conto che strada da fare ve ne è tanta e che i risultati sono assolutamente modesti. p.busettatin.it
SICILIA - Il turismo dei desideri
L'assessorato al turismo della Sicilia ha riferito che la stagione sta andando bene, con un aumento di 32.000 presenze rispetto all'anno precedente. Tuttavia, fonti dell'associazione degli agenti di viaggio e dei tour operator, la Fiavet, hanno espresso una visione più pessimistica, affermando che la situazione non è migliorata e che ci sono ancora molte difficoltà nel settore. La Fiavet ha anche criticato l'assessorato per non aver fornito dati pubblici sull'andamento del turismo. L'assessorato ha invece riferito che la presenza turistica continua a diminuire, con una media di 3 giorni di soggiorno.
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