A Urbino, un drappo nero pende da una delle finestre di Palazzo Ducale che si affacciano su piazza duca Federico. L'annuncio era stato fatto nei giorni scorsi, quando l'assessore alla Rivoluzione, cultura e agricoltura Vittorio Sgarbi disse che proprio un drappo nero avrebbe cinto le più significative ed emblematiche vestigia del patrimonio Unesco italiano per testimoniare lo sconcerto e lo sgomento conseguente alla sistematica e brutale distruzione di beni storico-culturali in Medio Oriente molti dei quali peraltro inclusi nella Lista del Patrimonio dell'umanità ad opera delle falangi armate dell'Isis. L'Associazione beni italiani patrimonio mondiale Unesco ha deciso di promuovere l'iniziativa per rendere pubblico il cordoglio per le vittime civili e lo sdegno per lo scempio dei cimeli artistici. Invita quindi gli associati a manifestare la propria partecipazione a questa simbolica ma significativa protesta, designando un monumento di particolare valore storico a simbolo del dolore che unisce la comunità internazionale di fronte a questa incivile e insensata barbarie. Ma per Sgarbi, questo non è abbastanza: «Da Urbino deve partire un appello al Governo italiano che faccia convocare una riunione urgente dell'Onu per la tutela dei beni». In conferenza stampa a Urbino, l'altroieri, il presidente del consiglio comunale urbinate Massimo Guidi, che è anche membro del direttivo dell'associazione, ha illustrato l'iniziativa in programma per venerdì 15 in tutti i siti patrimonio Unesco: «Nell'ultimo direttivo del 17 aprile si è deciso di dedicare una giornata a lutto per gli accadimenti di distruzione del patrimonio artistico e dei siti Unesco da parte dell'Isis negli ultimi mesi e in precedenza da parte dei talebani ha detto Guidi . Tutti i siti italiani il 15 maggio metteranno un drappo nero in un monumento significativo e affiggeranno un manifesto che spiega la motivazione. Questo è un modo per sensibilizzare la popolazione su un problema rilevante. Ci deve essere un atteggiamento di assoluto rispetto verso i beni che sono dell'umanità e si deve aprire nelle sedi opportune un dibattito, perché nemmeno nei conflitti mondiali c'è stata una così ampia mancanza di rispetto». Pur concorde con l'obiettivo, l'assessore Vittorio Sgarbi si è dimostrato perplesso per il mezzo: «Come tutti gli enti inutili, l'Unesco propone un'iniziativa inutile cui tuttavia non si può non aderire. L'iniziativa mi trova perplesso perché a queste azioni di distruzione non si può resistere con dei drappi ma ci vuole l'esercito ha spiegato Sgarbi . Non sarebbe un'operazione di guerra ma di tutela e io vorrei un'Emergency per i beni culturali e artistici. Quest'azione non è sufficiente: Urbino dovrebbe fare un appello al Governo italiano perché convochi una riunione dell'Onu d'urgenza per la tutela dei beni. Ci vuole un presidio militare in ogni sito archeologico ne eviti la distruzione, come ho fatto per il Kossovo e per i monasteri a rischio. Quando hanno deciso di bombardare Gheddafi io ho chiamato Berlusconi dicendogli di non dare il suo voto, ma lui non mi ha ascoltato. Perché non si può fare una riunione per fare un presidio militare che salvi i beni archeologici? Distruggere la Flagellazione di Piero della Francesca sarebbe un crimine contro l'umanità». A sostegno delle parole di Sgarbi, quelle del sindaco Maurizio Gambini che ha confermato che «bisogna agire e non proclamare e quindi già nella giunta di questa sera (l'altro ieri, ndr) potremo fare un'azione per richiamare l'attenzione su questo tema ». A margine della conferenza, Sgarbi ha anche parlato del Padiglione Montefeltro, saltato all'Expo di Milano: «L'Idea era intelligente tanto che è stata fatta ad esempio dall'Irpinia. Io l'avevo pensata per la recessione del padiglione dell'Equador, ma siamo arrivati tardi e non si è fatta, ma non è detto che non si possa pensare a un piccolo "loculo" per il Montefeltro», ha riassunto.
Urbino. Contro la distruzione dei monumenti un drappo nero al Palazzo Ducale
A Urbino, un drappo nero è stato appeso da una finestra del Palazzo Ducale per commemorare le distruzioni del patrimonio culturale in Medio Oriente. L'Associazione beni italiani patrimonio mondiale Unesco ha lanciato un'inchiesta per sensibilizzare la popolazione su questo problema. Il presidente del consiglio comunale urbinate Massimo Guidi ha annunciato che tutti i siti italiani del patrimonio Unesco metteranno un drappo nero in un monumento significativo il 15 maggio. L'assessore alla Rivoluzione, cultura e agricoltura Vittorio Sgarbi ha espresso perplessità per il mezzo utilizzato, considerando che la distruzione dei beni culturali richiede un intervento militare.
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