Ieri è iniziata la posa dei basoli, in un mese ne verranno usati novemila La chiusura di piazza Ravegnana costringerà i bus a girare in piazza Aldrovandi La ricostruzione comincia da via Rizzoli con monsignor Stefano Ottani che deposita, previa affettuosa carezza, la riproduzione della Vergine del Suffragio di Guido Reni («uno che aveva la bottega poco lontano da qui») sotto il primo basolo di granito davanti al "Modernissimo". Gli fanno cerchio attorno l'assessore alla Mobilità Andrea Colombo, la presidente di "Tper" Giuseppina Gualtieri e il direttore dei lavori Fabio Monzali. Subito dopo i selciatori bergamaschi iniziano a posare il granito a lastroni. Novemila basoli fino a piazza Ravegnana. E se da giugno vi si potrà camminare sopra, il cantiere entrerà nella fase di massimo disagio per la città visto che dall'otto si lavorerà sotto le Due torri con conseguente blocco della circolazione nel crocevia più importante del centro. Fino all'apertura delle scuole Strada Maggiore, via Castiglione e l'area di piazza Mercanzia, compreso il primo tratto di Santo Stefano saranno chiuse. Gli autobus che oggi passano da piazza Ravegnana, svolteranno in piazza Aldrovandi e usciranno dal centro da Strada Maggiore. Il punto di avvicinamento massimo al centro sarà proprio piazza Aldrovandi. Resta la consolazione di poter aprire un tratto di via Rizzoli già a metà giugno, prima ai pedoni e poi anche alle auto. I marciapiedi già allargati e rifatti garantiranno ai negozi maggiore agibilità. «Siamo in perfetta tabella di marcia- dicono Colombo e Gualtieri - forse anche in anticipo. È la dimostrazione - aggiunge polemico l'assessore - che gli operai c'erano eccome ». Un'allusione alle polemiche con il comitato di commercianti e residenti il quale aveva accusato la direzione lavori di mettere a disposizione un organico insufficiente. Nella parte verso piazza Nettuno saranno utilizzati i basoli nuovi levigati, mentre da via Oberdan verso le Due torri verranno riutilizzati i vecchi che una squadra di operai sta rigenerando. Ma il cantiere sarà anche una grande aula all'aperto per centocinquanta studenti di Ingegneria civile che potranno così osservare l'organizzazione dei lavori, il loro svolgimento, la sistemazione dei sottoservizi completata e la struttura della soletta di cemento che è stata realizzata per posarvi i basoli. Anche i cittadini potranno visitare il cantiere per rendersi conto del lavoro svolto. Più avanti, la posa della pavimentazione interesserà anche via Ugo Bassi dove ancora ieri lavoravano gli archeologi della Soprintendenza repertando oggetti sul selciato della vecchia via Emilia romana di cui sono emerse le vestigia. «Siamo stati bravi e fortunati - ha ammesso Gualtieri perché tutto quello che avevamo programmato è andato bene senza grossi inconvenienti. Questo è un cantiere che si spera sistemerà le strade per decenni ». A disposizione dei cittadini anche un dvd che mostrerà il lavoro finito.
Il cantierone sotto le due Torri e a giugno riapre via Rizzoli
Ieri è iniziata la posa dei basoli per la ricostruzione di piazza Ravegnana a Bologna. Novemila basoli saranno utilizzati per la lavorazione. La chiusura di piazza Ravegnana costringerà i bus a girare in piazza Aldrovandi. La ricostruzione comincerà da via Rizzoli con la posa del primo basolo di granito davanti al "Modernissimo". Gli operai inizieranno a posare il granito a lastroni. La fase di massimo disagio per la città sarà dal 8 al 15 settembre, quando si lavorerà sotto le Due torri. Gli autobus che passano da piazza Ravegnana svolteranno in piazza Aldrovandi e usciranno dal centro da Strada Maggiore.
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