Non disperdere quello che è stato costruito in questi ultimi dieci anni nel settore culturale pugliese, snellire i tempi dell'apparato burocratico e aumentare la capacità nel fare rete tra enti e associazioni del territorio; queste e tante altre sono le riflessioni venute fuori ieri dai maggiori esponenti del mondo della cultura regionale durante «Apriti Cielo. La Cultura per la Puglia, un impegno comune», organizzato dai Presìdi del libro nel foyer del teatro Petruzzelli di Bari. Un confronto di quattro ore in cui ognuno, in cinque minuti di tempo misurato con una clessidra, ha potuto esporre la propria idea. L'obiettivo era chiedere una ferma e precisa manifestazione di volontà a porre l'investimento in cultura tra le priorità della nuova giunta regionale, come leva essenziale dello sviluppo della Puglia. Gli ospiti d'onore, infatti, erano proprio i candidati alla presidenza della Regione Puglia. All'appello di Giuseppe Laterza e Paolo Comentale, rispettivamente presidente onorario e presidente nazionale dei Presìdi, hanno risposto Adriana Poli Bortone, Michele Emiliano e Francesco Schittulli. All'unanimità i tre candidati al governo della Regione hanno riconosciuto i risultati positivi raggiunti nel settore dalla politica vendoliana. «Non ho intenzione di centralizzare in Regione il lavoro delle agenzie che sono nate in questi anni, come erroneamente si crede», ha esordito Emiliano. «Sono, però, uno che è sempre stato attento alla spesa del denaro pubblico, che non deve essere a mio avviso usato per creare clientele politiche. L'identità - ha aggiunto - è nella tradizione; non mi farò condizionare dalla politica con i maglioncini di cashmere». «Tutto quello che è stato fatto prima non sarà buttato fuori solo perché è stato fatto da altri», ha ribadito Adriana Poli Bortone, candidata di Forza italia e Noi con Salvini. «Serve una buona cabina di regia culturale per intercettare soprattutto i fondi europei. La prima cosa che farei se fossi eletta - ha continuato la candidata - è una mappa del degrado degli edifici». Dalla sua parte Schittulli ha proposto la creazione di «un sistema museale dell'arte contemporanea e di incentivare un'apertura verso l'Oriente con un festival della letteratura e delle arti del Mediterraneo e un forum della cultura». Tanti gli esponenti del settore che si sono alternati agli interventi dei tre politici: Maurizio Sciarra, presidente dell'Apulia Film Commission, è stato tra i primi a prendere la parola dopo l'apertura affidata a Gianrico Carofiglio, magistrato-scrittore e presidente della Fondazione Petruzzelli. Sciarra, come Massimo Manera, presidente della fondazione Notte della Taranta, ha portato l'attenzione sui dati e sul ritorno economico in termini anche di turismo che ha creato l'investimento culturale. Mimmo Mongelli, presidente del Levante film festival, ha chiesto, invece, di «invertire la rotta» e concentrare l'investimento economico «verso le aziende pugliesi piuttosto che su quelle partecipate della Regione». Elisa Barucchieri, ballerina e coordinatrice della Danza per Agis Puglia e Basilicata, ha acceso i riflettori sulla danza, considerata sempre «la cenerentola della cultura». A proposito di musica Paolo Lepore, ad esempio, ha chiesto un'unione tra orchestre sul modello del Consorzio dei Teatri di Bari. Si è parlato di teatro con Sante Levante, direttore del Teatro pubblico pugliese e, tra gli altri, con Gaetano Colella, della compagnia teatrale Crest di Taranto. E ancora si è parlato del problema delle biblioteche pubbliche e private che stanno chiudendo, sollevato da Waldemaro Morgese, presidente dell'Aib Puglia, e di quello dell'eccessiva burocratizzazione per accedere ai fondi avanzato dagli assessori comunali alla Cultura di paesi come Statte e Polignano a Mare. In chiusura la parola a Silvio Maselli, assessore alle Culture e turismo di Bari, che ha individuato «nella valorizzazione delle imprese nate in questi anni verso il mercato nazionale e internazionale» una fase necessaria che deve seguire quella di «programmazione» dei dieci anni di Vendola. E ha concluso dicendo: «Il compito dei politici deve essere quello di orientare le masse con azioni che possono anche risultare impopolari».