«È salutare per la sinistra, quando non fa bene il proprio mestiere, essere sconfitta e tornare all'opposizione». Così il presidente di Sinistra Ecologia e Libertà (e governatore della Puglia), Nichi Vendola, ha commentato la "rivoluzione" avvenuta a Livorno lo scorso giugno. Ora, secondo Vendola, Livorno «ha bisogno di un piano straordinario del territorio, di una politica industriale che guardi anche alle nuove tecnologie, utile per sostenere il sistema di imprese». Il presidente di Sel ha fatto tappa all'Arena Astra, per sostenere la lista "Sì, Toscana a sinistra", progetto sorretto anche da Sinistra Ecologia e Libertà, oltre che da altre realtà politiche e associative, che vede Tommaso Fattori candidato presidente alle regionali del 31 maggio. Il governatore della Puglia è stato accolto da un pubblico numeroso. Preceduto dagli interventi di Daniele Picchi, ex operaio, che ha riportato la sua esperienza, e di Luca Mazzinghi, presidente del comitato arcigay della provincia di Livorno, Vendola è partito dal concetto stesso di politica, di come questo sia cambiato nella percezione delle persone, del rischio astensionismo che potrebbe generarsi dal vuoto politico, arrivando a toccare il tema regionali. «Sono contento che in Toscana sia nato un laboratorio alternativo al Pd». Poi le critiche a Rossi: «Non ha voluto discutere con noi della Tirrenica ha detto Vendola né del piano paesaggistico, neppure dell'acqua pubblica, argomenti che volevamo trattare con Rossi che, sulla via delle Regione, è diventato un renziano last minute». Guardando agli aspetti più nazionali, il governatore pugliese ha puntato il dito contro riforme e leggi: «La legge Fornero ha sottratto 19 miliardi di euro al ceto medio, la riforma della Buona Scuola che - ha aggiunto - rende più instabile una larga platea di precari, mentre gli stipendi degli insegnanti italiani restano i più bassi in Europa, il Jobs Act che permette una maggiore libertà di licenziamento». Poi ha parlato del Pd: un partito non più conforme ai motivi rispetto ai quali era nato, adesso trasformato in un partito della nazione. «È arrivato il momento ha detto Nichi Vendola di tornare a fare domande necessarie: smettendo di fare domande giuste, non è possibile trovare risposte giuste. Vogliamo essere lievito - ha concluso - per partecipare alla ricostituzione della sinistra del futuro». All'incontro erano presenti i candidati provinciali Alberto Benedetti, Lamberto Giannini, Oriana Rossi.
LIVORNO - Vendola contro Rossi Non ci ha ascoltato sulla Tirrenica
Il presidente di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, ha commentato la "rivoluzione" avvenuta a Livorno lo scorso giugno, sostenendo che la città ha bisogno di un piano straordinario del territorio e di una politica industriale che guardi alle nuove tecnologie. Vendola ha anche criticato il Pd, definendolo un partito non più conforme ai motivi per cui era nato e che ha smesso di fare domande giuste. Ha sostenuto che è arrivato il momento di tornare a fare domande necessarie per partecipare alla ricostituzione della sinistra del futuro.
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