QUASI sottovoce Andrea Bruciati sottolinea l'importanza del prossimo compleanno di Arte Fiera. Molto salda sul versante tecnico, Laura Carlini evidenzia i punti di forza di Bologna Musei ma non nasconde i «rischi » rappresentanti dai «nuovi soggetti comparsi nell'arena » (Genus Bononiae, Mast e la Fondazione Golinelli) che possono diventare «partner se si è in grado di tessere relazioni» ma che possono anche «drenare visitatori ». Alex Carpani, musicista e funzionario del Comune di Crevalcore, investirebbe soprattutto sui servizi educativi, mentre Valerio Dehò sottolinea come il problema delle risorse vada risolto in maniera innovativa. Giacomo Lanzilotta punta sulla sua esperienza trasversale, dall'antico al contemporaneo, maturata a Bari. Uliana Zanetti fa leva sulla sua lunga presenza all'interno della Gam, ma scivola su una domanda sulla Città metropolitana, realtà con cui invece si dovrà confrontare il nuovo direttore. La rinuncia a sorpresa di Beatrice Avanzi, già pupilla di Gabriella Belli al Mart che con una email comunica la sua assenza, ha trasformato ieri il secondo round del bando indetto dal Comune per il nuovo direttore dell'Istituzione Bologna Musei e del Mambo, durata del contratto 15 mesi e poi chissà, in una sfida a sei. Due donne e quattro uomini, quattro residenti tra Bologna e provincia e due "forestieri". Tutti e sei puntuali, alle 9.30 alla sede di piazza Liber Paradisus, per sostenere i colloqui pubblici condotti dalla responsabile dell'area personale, Mariagrazia Bonzagni, dal direttore generale del Comune, Davide Capuzzimati, e dall'economista della cultura Michele Trimarchi come commissario esterno. Tutti piuttosto tesi, anche se nulla al confronto del bando precedente quando l'opposizione chiamò tra gli uditori un esperto ingombrante e rumoroso come Vittorio Sgarbi per "vigilare" sulla correttezza del colloquio di Gianfranco Maraniello, che ora lascia con un anno di anticipo per insediarsi al Mart di Rovereto, e dei suoi concorrenti. Ieri nella piccola sala riunioni c'erano solo i cronisti, e tutto si è svolto in poco più di due ore. Punto primo, raccontare la propria esperienza professionale e il motivo che li ha spinti a candidarsi. Secondo punto: rispondere a questioni tecnico amministrative e argomentare problematiche che il direttore di un museo di arte contemporanea affronta quotidianamente, dal bilancio alla gestione delle risorse umane, dal rapporto con altri settori dell'amministrazione alla valorizzazione delle risorse. Domande che mettono a nudo la complessità della macchina comunale. Ognuno ha una sua ricetta e un suo stile per affrontarla, a partire dalla scelta dell'abbigliamento, da quello molto informale di Andrea Bruciati al completo blu e camicia bianca di Valerio Dehò.
Sei direttori in cerca di Mambo l'esame è sotto gli occhi di tutti
I dirigenti dei Bologna Musei e del Mambo si sono presentati per il colloquio pubblico per il nuovo direttore. Tra i concorrenti c'è Andrea Bruciati, Laura Carlini, Alex Carpani, Valerio Dehò, Giacomo Lanzilotta, Uliana Zanetti e Beatrice Avanzi. Il colloquio è stato condotto da Mariagrazia Bonzagni, Davide Capuzzimati e Michele Trimarchi. I concorrenti hanno dovuto raccontare la propria esperienza professionale e rispondere a questioni tecnico amministrative. Il direttore dovrà affrontare problemi come il bilancio, la gestione delle risorse umane e il rapporto con altri settori dell'amministrazione.
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