FULCRO dell'intera residenza, è talmente bello e sontuoso, nel trionfo di temi dalla caccia alla natura, nel gioco delle luminosità, sullo sfondo il parco e in lontananza le rotte venatorie, che ci si dovrebbero aspettare file interminabili di persone in coda per ammirarlo e per visitare gli altri spazi di quella che si può definire "la perla" delle residenze sabaude. Ma non è detto che sia così, Stupinigi non è ancora una meta frequentata come meriterebbe. «Il nostro impegno è anche quello di far capire la centralità che può avere oggi Stupinigi per i cittadini e per i turisti con tale splendore ritrovato - dice il presidente della Consulta Maurizio Cibrario - Intendiamo ora accompagnare i progetti e contribuire a fare vivere la Palazzina, non basta restaurarla. Proprio per questo stiamo pensando di creare ogni anno nelle sue sale una mostra che richiami molto pubblico». Il prossimo passo sarà ora il ripristino degli Appartamenti del Re e della Regina, cui si accede dal Salone centrale. Proprio l'altro ieri la Soprintendenza ha dato il via libera a un primo lotto di lavori nelle ex stanze della regina, grazie a un finanziamento di 430mila euro elargito in passato dalla Fondazione Crt all'Ordine Mauriziano, ora preso in carico dalla Consulta che si occuperà dell'organizzazione e gestione del progetto. «Stupinigi con questi interventi, dalla Fondazione Crt alla Consulta, alla Compagnia di San Poalo che ha finanziato i restauri dei mobili, ha trovato un modo per acquisire patrimonio dice la vice commissario della Fondazione Ordine Mauriziano Cristiana Maccagno - Non ci troviamo di fronte a sponsor, ma a veri e propri filantropi, o meglio mecenati, secondo un modello poco diffuso da noi e assai di più negli Stati Uniti». In molti hanno lavorato al recupero del Salone, dagli architetti Maurizio e Chiara Momo, che hanno seguito le parti strutturali, ai restauratori Barbara Rinetti, Galileo Pellion di Persano e Thierry Radelet. Rinetti in particolare si è occupata del ripristino delle tele dipinte poste sotto la balconata, esempio raffinatissimo di trompe l'oeil, perché a una prima occhiata sembrano in pietra: «Sulla balconata la gente camminava, se le parti inferiori fossero state in muratura si sarebbero sbriciolate: ecco perché è stata messa la tela, Juvarra ha pensato anche a questo», dice Rinetti. Tra i compiti di Persano e Radelet, anche quello di ricoprire in foglia d'oro zecchino le belle statue poste sulla balaustra, che raffigurano le quattro stagioni. In attesa che il 19 maggio si inauguri la mostra "Fritz. Un elefante a corte", allestita dal Museo regionale di scienze naturali, che riporterà a Stupinigi il serraglio caro ai Savoia - martedì prossimo la riproduzione a grandezza ntaurale di Fritz, l'elefante indiano donato dal vicerè d'Egitto al re Carlo Felice nel 1827, attraverserà la città fino a Stupinigi la Palazzina ha messo a punto un programma speciale di visite per l'Expo: nel secondo sabato del mese, da domani al 10 ottobre, si parte dalle antiche cucine per un viaggio dai ricettari storici alla via delle spezie, alla scoperta della biodiversità ai tempi del barocco. Info 0110133073, www.ordinemauriziano. it
Stupinigi ritrova la magnificenza del Salone di Filippo Juvarra
La Palazzina di Stupinigi, una delle residenze sabaude più belle, è stata restaurata grazie a finanziamenti della Fondazione Crt e della Consulta. Il prossimo passo sarà il ripristino degli Appartamenti del Re e della Regina, cui si accede dal Salone centrale. La mostra "Fritz. Un elefante a corte" sarà inaugurata il 19 maggio e sarà accompagnata da un programma speciale di visite per l'Expo. La Palazzina ha anche messo a punto un programma di visite per l'Expo, che partirà dalle antiche cucine e si sposterà attraverso la città.
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