Tutti i cittadini sono invitati a contribuire: per sistemare le sonorità dello strumento servono 260 mila euro I soprani e i fagotti li ha zittiti la muffa: non spegnete la musica. Il paziente ha subito un delicato check up, la prognosi è grave: l'organo Antegnati, Duomo Vecchio, ha bisogno di un intervento chirurgico. La fattura: 260 mila euro. Si cercano assegni: lo slogan da ieri è su bus, metrò, radio, tv, Facebook e siti internet. La campagna ha il copyright dell'agenzia Ellisse e le facce di quattro uomini-immagine (il maestro Daniele Alberti, il direttore Pier Carlo Orizio, Flavio Dassenno e Bruno Spada): «Aiutateci a Non fermare questa musica». Sottotitolo: girate qualche zero sul conto (lo trovate sui siti buonacausa.org e organodelduomo.it). Le crocette non bastano a pagare i conti: il Fai di Brescia ha candidato lo strumento a Luogo del cuore, e si è classificato 12esimo (22.300 voti). Da Banca Intesa, lo sponsor del concorso che finanzia i candidati più votati, potrebbero arrivare 30 mila euro al massimo. Cifra insufficiente: il resto, potrebbero coprirlo cittadini, associazioni, aziende. Anche la Diocesi di Brescia ha spedito una raccomandazione alla Cei: «Abbiamo chiesto di inserire l'organo nell'8x1000, si possono candidare solo due strumenti: decideranno in base a criteri di priorità e necessità. Speriamo accettino: nel caso, il 40 per cento dei soldi sarebbero a fondo perduto» fa sapere monsignor Alfredo Scaratti, parroco del Duomo Vecchio. «L'alleanza sociale tra Chiesa e città si rinnova nel segno dell'Antegnati». Intanto, il Fai sta reclutando sponsor con le locandine, distribuite pure nelle biblioteche di città e provincia: bastano anche pochi euro. La Loggia, proprietaria della chiesa, non intesta un bonifico alla causa ma «affiancheremo la campagna tramite i nostri mezzi di informazione e comunicazione» anticipa il sindaco Emilio Del Bono. «L'intervento rientra nella linea di recupero progressivo del patrimonio della nostra città». L'organo è stato candidato già due volte ai Luoghi del cuore (la prima fu un disastro): «Stiamo aspettando che Banca Intesa faccia i conti, deve decidere le somme da girare ai luoghi più votati. Nel frattempo, distribuiamo volantini per cercare piccoli sostenitori». Il progetto di restauro è già in Soprintendenza: l'organo Antegnati, costruito nel 1536 da Gian Giacomo Antegnati «e conosciuto in tutto il mondo», come dice il maestro Dassenno, ha iniziato a stonare anni fa. La prognosi dei tecnici: le 1.200 canne sono divorate dal cancro, i tarli banchettano nelle parti lignee, le cinghie di cuoio sono sfinite. Le scale oscillano e dal muro vengono giù pezzi d'intonaco: va messa in sicurezza anche la parte muraria. Bisogna ritrovare l'acustica perduta: «Lo strumento ha due anime e altrettante sonorità: una rinascimentale, l'altra risorgimentale» ha detto Dassenno, docente in Conservatorio, mentre Bruno Strada schiacciava sui 61 tasti e 24 pedali, per far sentire qualche brano. «Il suo timbro è neutro, ma solo in apparenza: in realtà, a un ascolto più attento, risulta dolce. Mille sfumature affidate a sottilissime differenze di misure di ogni canna e a una perfetta intonazione». Qualità rarissime, pare: l'Antegnati ha combinazioni di suono infinite «che non da mano di homo, ma da natura creati paion», annotarono i cronisti sui giornali di qualche decennio fa. Informazioni, foto, schede e donazioni sono sul sito ufficiale della campagna, organodelduomo.it, ma i bonifici si accettano anche sulla piattaforma nazionale di crowdfunding buonacausa.org. Di firmare l'assegno, lo chiedono ovunque e in ogni modo (per almeno tre mesi): manifesti su bus e metropolitana, giornali, tv, radio, volantini, relazioni pubbliche con imprenditori, social ed eventi. Gli organisti si stanno già scrocchiando le dita: vogliono l'Antegnati restaurato entro il 2016.
Brescia. Maxi raccolta di fondi per l'organo Antegnati
L'organo Antegnati, situato nel Duomo Vecchio di Brescia, ha bisogno di un intervento chirurgico per essere restaurato. La fattura per il restauro è di 260 mila euro. La campagna per raccogliere fondi è iniziata e si cerca di raccogliere 30 mila euro da Banca Intesa, ma la cifra è considerata insufficiente. I cittadini, associazioni e aziende sono invitati a contribuire con piccoli doni. La Diocesi di Brescia ha spedito una raccomandazione alla Cei per inserire l'organo nell'8x1000. Il sindaco di Brescia ha promesso di affiancare la campagna tramite i mezzi di informazione della Loggia.
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