Istituto di fisica: acceleratore di particelle unico al mondo Nella prospettiva del dopo Expo ci potrebbe essere anche un potente acceleratore di particelle capace di guardare nell'intimità della materia e quindi anche di noi stessi. «Il rettore dell'università Statale Gianluca Vago mi ha chiesto che cosa poteva fare l'Istituto nazionale di fisica nucleare spiega il suo presidente Fernando Ferroni e così abbiamo proposto un acceleratore ad elettroni liberi allo studio da tempo». I fisici lo chiamano Fel (Free Electron Laser, Laser a elettroni liberi) e produce una «luce» di raggi X con alcune proprietà dei laser, la quale può penetrare nella struttura della materia comprese le cellule. Il progetto esiste già perché l'Infn aveva proposto di realizzarlo vicino a Roma ma poi tutto era rimasto bloccato. Di questo tipo di acceleratori ne esistono e sono in attività vari esemplari come quelli di Trieste o Grenoble in Francia. Uno nuovo della potenza di 17,5 GeV (miliardi di elettronvolt) e del costo di circa due miliardi di euro sta prendendo forma anche ad Amburgo, in Germania, ed è frutto di una collaborazione europea. Pure l'Italia, infatti, vi partecipa producendo alcune parti. Ma quello che potrebbe nascere a Milano ha caratteristiche diverse che offrono possibilità molto più interessanti. Finora una macchina del genere non era mai stata costruita. Negli Stati Uniti se ne vuole realizzare una a Stanford, ma l'obiettivo è ancora da raggiungere. La caratteristica che distingue il Fel del progetto milanese è quella di generare un'onda continua mentre gli altri producono degli impulsi con vantaggi ben inferiori. «In questo modo aggiunge Ferroni è possibile vedere le immagini delle proteine o compiere indagini sui materiali dei beni culturali». La sua potenza è di 6 Gev e da un punto di vista tecnologico sarebbe estremamente d'avanguardia perché farebbe ricorso a magneti superconduttori analogamente al super acceleratore Lhc del Cern di Ginevra. Nel settore l'università milanese ha una tradizione di alto livello: il professor Lucio Rossi che qui insegna è stato addirittura il «padre» dei superconduttori di Lhc. Per realizzarlo occorrerebbero sei anni ma per arrivarci bisogna ovviamente trovare le risorse. «Il suo costo si aggira sui seicento milioni di euro precisa il presidente dell'Infn ma il nostro Istituto non ha i fondi adeguati. Se però il governo riesce a trovarli siamo pronti ad entrare subito in azione. Per Milano sarebbe una grande opportunità aggiunge perché si creerebbe un laboratorio nazionale con a disposizione un importante strumento di ricerca, prezioso sia per ricerche di fisica di base che per applicazioni in vari settori, compresi quelli industriali».
Dopo Expo. Il progetto degli scienziati. Un'onda di raggi laser per indagare la materia
L'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) ha proposto un progetto per costruire un acceleratore di particelle a Milano, chiamato Fel, che potrebbe essere il primo del suo genere. Il progetto è stato proposto da Gianluca Vago, rettore dell'università Statale, e ha ricevuto il sostegno del presidente dell'Infn, Fernando Ferroni. Il Fel produrrebbe una luce di raggi X con proprietà dei laser, che potrebbe essere utilizzata per indagare la struttura della materia e le cellule. Il progetto è simile a quelli esistenti a Trieste e Grenoble, ma il progetto milanese ha caratteristiche diverse che offrono possibilità più interessanti.
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