Da lunedì via al restauro delle formelle. Saranno sostituire da foto in Hd L'ultima volta che i 10 putti di Andrea della Robbia erano stati rimossi dalla loro sede, sulla facciata dell'Istituto degli Innocenti in piazza della Santissima Annunziata, fu nella Seconda Guerra Mondiale. L'ultimo intervento di manutenzione, dopo l'alluvione del '66. Posti nei pennacchi degli archi del loggiato nel 1487, incorniciati in un tondo in terracotta invetriata bianca e blu, ognuno di loro si distingue dall'altro per il modo in cui sono avvolti nelle fasce. Lunedì inizieranno le operazioni di smontaggio di 6 di loro, devono andare a curarsi all'Opificio delle Pietre Dure. «Dal punto di vista tecnico dice il soprintendente Marco Ciatti il piano di intervento è già pronto. Abbiamo fatto una proposta ai vertici dell'Istituto ed è stata accettata». Dallo scorso ottobre un primo putto si trova già all'Opificio. La prossima settimana verrà raggiunto da altri 6, mentre i restanti 3 saranno messi in sicurezza, per loro gli interventi inizieranno in autunno. Si torna a casa nell'aprile 2016. Per non privare piazza Santissima Annunziata di un simbolo universalmente conosciuto, prima del distacco saranno realizzate, con l'ausilio di una gru, fotografie in Hd che andranno temporaneamente a sostituire le formelle. «Ma che forniranno anche la documentazione fotografica del loro stato prima di iniziare il restauro precisa Laura Speranza, direttore del progetto I della Robbia erano tecnicamente perfetti, realizzavano la formella, la dipingevano e la cuocevano. Poi la tagliavano in diversi pezzi, la invetriavano e la ricuocevano. Questo consentiva un agevole trasporto. Le opere venivano rimontate in situ, assemblate con la malta. Ci sono robbiane formate da più di 50 pezzi. Credo che all'epoca i putti degli Innocenti li avessero affogati nella malta. Il rimontaggio nel dopoguerra, invece, è stato leggero e ora è un po' precario. Smonteremo ogni singola parte e riconsegneremo le robbiane come pezzi unici, dopo averle rimontate in modo stabile e in sicurezza, bloccando le parti con ancoraggi metallici e altre nostre tecniche. Le invetriature presentano delle fratture, credo provocate anche da sassate di monelli che tiravano agli occhi dei putti. Risistemeremo pure questi danni. Provvederemo ad esaminare nei dettagli ogni pezzo, sarà importante anche per la ricerca. Purtroppo da settembre andrà in pensione l'ultima restauratrice del settore. Andiamo avanti con contratti a progetto per i giovani formatisi alla nostra scuola. Mi auguro che cambi il vento e qualcuno possa essere assunto. Ma non lo sa fare più nessuno, non possiamo perdere queste competenze». Intanto la presidente dell'Istituto degli Innocenti Alessandra Maggi si appella a cittadini, imprese, istituzioni perché qualcuno adotti i dieci putti di Andrea. Anche qui la coperta economica è corta.