VENEZIA. «La ministra arrivava in visita a Venezia e mi sembrava normale portarla a passeggiare nel salotto della città e prendere un aperitivo al Caffé Florian». Così Felice Casson presenta la passeggiata elettorale in Piazza San Marco, ieri tardo pomeriggio, a braccetto con la ministra Maria Elena Boschi. Il premier Matteo Renzi l'ha infatti spedita in laguna, ormai volto del governo che ha appena incassato la legge elettorale e star televisiva. Il fascino pop della ministra, stretta nel suo tubino arancio e sopra alti tacchi rossi, ha cercato di essere convincente con il gruppo di negozianti dell'Associazione della piazza. «Viviamo due grossi problemi hanno detto uno è l'acqua alta: neanche il Mose, nel caso entrasse in funzione, potrebbe salvare questo punto così basso della città. Sono necessari i lavori di impermeabilizzazione della piazza». La ministra ascoltava imperturbabile. «Secondo: il degrado. Non è facile essere commercianti a Venezia». A quel punto la ministra assentiva quasi convinta. «Mi si stringe il cuore quando passo di notte e vedo gruppi di giovani seduti a terra a bere è intervenuto Casson - Si può essere più decorosi. Il decoro è anche questione di rispetto». L'incontro non era che interlocutorio. La ministra: «Come governo sappiamo che Venezia non è una città qualunque e non ce la può fare da sola. Per questo, già in sede di Legge di Stabilità siamo venuti incontro alle richieste dell'amministrazione. Se Felice Casson sarà eletto il governo sarà ovviamente molto più in sintonia». Si ferma un attimo: «Certo, faremo le stesse cose con chiunque vincerà». Ma ora c'è da sostenere Casson. Sono alle spalle le sfide con la minoranza dem: «Casson è il migliore candidato che si poteva scegliere», ha detto la ministra guardando per puro caso proprio Jacopo Molina, unico candidato renziano doc alle primarie, seduto di fronte e a quel punto un po' impallidito. Ma «questa è una città meravigliosa, anche se sono sempre d'accordo con il nostro premier quando dice che è la seconda città più bella d'Italia dopo Firenze». Sorrisi.