Il ministro dei Beni Culturali: le spiagge non si danno in concessione per novant'anni ROMA «Le spiagge non si vendono né si daranno concessioni per novanta anni». Rocco Buttiglione, ministro dei Beni culturali, commenta così il pandemonio che si sta scatenando intorno ai litorali italiani. "Repubblica" lo avvicina a tarda sera, in una pausa del ricevimento nei giardini del Quirinale. Tutti protestano, ministro, gli ambientalisti, il centrosinistra... «Perché? Non c'è ragione. Ripeto: nessuno vuole vendere nulla e tanto meno affittare a vita. Qui parliamo solo di investire nel litorale». Temono che l'Italia diventi come Las Vegas. «Nessuna Las Vegas. Alla fine verrà fuori qualcosa di assolutamente ragionevole. Stiano pure tranquilli». Che significa investire sul litorale? «Vuoi di reincrementare questo tipo di turismo e tenga anche presente che, spesso, non è nemmeno necessario prolungare le concessioni perché gli stabilimenti sono fuori dalla spiaggia. Ha presente Rimini? E' un modello». Si dice però che sorgeranno costruzioni di ogni tipo lungo i litorali: casinò, alberghi. «Non è così. Ci sono i vincoli urbanistici e nessuno intende violarli. Perciò, si costruirà solo dove si può. Nulla di più e nulla di meno». Ma novant'anni non sono un po' tanti? «Sono tanti, sì. Ma chi lo ha detto che sono novanta?». Tremonti ne parlò una volta... «Non mi risulta. Tremonti è un uomo molto intelligente». Però questo numero oggi è tornato a galla. «Io non ho le carte con me ma posso dire che di anni ne basterebbero dieci. Il tempo necessario per ammortizzare l'investimento turistico». Scusi ministro ma il limite dei novant'anni dovrebbe essere contenuto nel disegno di legge sulla competitivita. «Niente affatto, la questione non è nei termini che dice lei, ma è molto, molto più ragionevole. Conosco quel provvedimento, anche se a memoria non lo ricordo. Ma so con certezza che non si parla di vendere le spiagge. E per quel che riguarda le concessioni, i tempi sono assai più brevi. Ripeto : dieci anni al massimo». Masi costruirào no sulle spiagge? «Solo dove è necessario e solo rispettando i vincoli urbanistici, in più ci si riferisce unicamente a impianti turistici». L'onorevole Crosetto sembrerebbe essere di manica più larga. «Crosetto è un autorevole parlamentare e dunque ha il diritto di fare tutte le proposte che vuole. Ho però il sospetto che le sue idee siano un tantino più sofisticate, più complesse di quelle di cui stiamo discutendo. A me comunque interessa il punto di arrivo che sarà questo: non venderemo le spiagge e non affitteremo i litorali per novanta anni. Parola d'onore».