Caro direttore, con un accorato e sacrosanto appello Giuseppe Galasso ha, nei giorni scorsi, sollevato su questo giornale la questione dello spostamento da Napoli dell'archivio dell'Ilva. Quelle carte sono fondamentali per la conoscenza di alcuni aspetti della storia economico-industriale e urbanistica di Napoli. Alla denuncia di Galasso sono seguite ieri le spiegazioni di Ennio Magrì sui motivi che, suo malgrado, costringeranno la società Fintecna a trasferire la preziosa documentazione a Fiano Romano. Le carte, a detta di Magrì, si trovano in una sede insicura, poco idonea e fuori del controllo della Fintecna. La quale sarà obbligata a spostarle se il Comune di Napoli, o in un'altra qualificata pubblica istituzione cittadina, non deciderà al più presto di prendersene carico. Un aspetto positivo è che il Comune, rendendosi conto dell'importanza della questione, abbia risposto chiedendo due mesi di tempo al fine di reperire un immobile idoneo. Mi chiedo allora se tale manifestazione di spirito costruttivo non possa offrire l'opportunità di risolvere contemporaneamente l'ancor più scandaloso problema dell'Archivio Storico Comunale situato nell'ex convento della Basilica di San Lorenzo Maggiore, a vico de' Maiorani 45, i cui importantissimi fasci, in attesa d'un restauro dell'edificio, non sono consultabili da oltre quindici anni. Nel 2011 il Comune aveva deciso di trasferire l'Archivio Storico, che tra parentesi sarebbe oggi la sede ideale per accogliere le carte dell'Ilva, nel restaurato ex convento di San Domenico Maggiore. La decisione non fu messa in atto a seguito della nomina d'un nuovo assessore, al quale era venuto in mente di creare a San Domenico un museo cittadino di strumenti musicali e arredi sacri. Ottima idea. Ma certo non secondaria come importanza alla scelta precedente, la quale avrebbe consentito la pur sempre tardiva riapertura dell'Archivio Storico del Comune. Il nuovo museo non fu realizzato. Secondo me fu una fortuna, perché venne lasciata libera la possibilità di dare concretezza alla più saggia decisione precedente. Il momento sembra ora arrivato. Perché non festeggiamo al medesimo tempo a San Domenico la riapertura dell'Archivio Comunale e il salvataggio delle carte dell'Ilva?