VENEZIA. Sulla manifestazione contro le grandi navi, se la cava con una battuta, che è una secca frecciata. «Vedo che per essere in tanti hanno messo insieme un pot-pourri di proteste, non se la sono sentita di farla solo sulla grandi navi», dice Paolo Costa, presidente dell'Autorità portuale. A preoccuparlo di più, forse, dovrebbe essere il fatto che, ora che la campagna elettorale entra nel vivo, tutti e 9 i candidati alla poltrona di sindaco di Venezia, interpellati dal Corriere del Veneto , hanno ribadito il loro no allo scavo del canale Contorta: chi (la maggior parte) puntando sul terminal al Lido, chi su Fusina-Marghera, chi sul canale Vittorio Emanuele. Dovrebbe, appunto. «Se siamo in uno stato di diritto - taglia però corto Costa - ci sono opinioni, pareri e decisioni. Quella del futuro sindaco è sicuramente un'autorevole opinione, di cui dovrà tenere conto chi deve prendere decisione, ma non è né un parere obbligatorio, come il nostro e quello della Capitaneria di Porto, né una decisione». Costa non può far altro che ribadire per l'ennesima volta la sua posizione, attingendo un po' anche alla filosofia della politica. «Le decisioni vanno prese in mezzo a due limiti: da un lato c'è la verità, dall'altro la democrazia - spiega - io, per il mio ruolo istituzionale, devo dire la verità tecnica: cioè che l'unica ipotesi possibile, tra tutte quelle che abbiamo vagliato, è il Contorta». Poi, certo, la politica-democrazia (cioè il governo, che in questo caso è chiamato alla decisione) potrà scegliere di puntare su un'altra ipotesi. «E a quello punto io diro: "Obbedisco" - continua il presidente del Porto - ma dal punto di vista tecnico, per esempio sulla sicurezza della navigazione, non cambio idea». Quanto ai candidati sindaci, «ci sono passato anche io per una campagna elettorale e so che si cerca di "accarezzare" gli elettori, ma credo che si sbaglino pensando che siano tutti contro il Contorta». Il progetto però è ancora fermo a Roma, al vaglio della commissione Via del ministero dell'Ambiente. «Noi quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto, comprese le integrazioni», dice Costa. Che poi si lascia andare a una battuta finale: «Mi pare evidente, visto che è da tre anni che abbiamo proposto il Contorta, che gli unici a voler togliere le grandi navi da San Marco velocemente siamo noi - dice - il nostro progetto poi riqualifica la laguna nord, facendo quello che i cosiddetti oppositori chiedono da vent'anni».
Venezia, grandi Navi. Tanti? Erano più proteste. Dai candidati solo opinioni
Il presidente dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, ha espresso la sua posizione sull'opposizione al scavo del canale Contorta, che è stata proposta per ridurre la presenza delle grandi navi in San Marco. Costa ha ribadito che il canale Contorta è l'ipotesi più tecnica e sicura per risolvere il problema, ma ha anche sottolineato che la decisione finale spetta al governo e ai candidati sindaci. Costa ha anche criticato i candidati sindaci che hanno espresso il loro dissenso al progetto, affermando che non sono tutti contro il Contorta. Il progetto del canale Contorta è ancora in attesa di approvazione dalla commissione ministeriale.
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