Striscioni e un mare di bandiere: corteo pacifico con adesioni da tutto il Veneto VENEZIA. Bandiere, striscioni e un fiume di persone in corteo. Sono stati tanti a manifestare in una lunga marcia da campo Santa Margherita a Campo Sant'Angelo. Quasi tremila per gli organizzatori, 1.200 per la questura. Il balletto delle cifre, questa volta, dovrebbe assestarsi su una media di quasi 2 mila persone. Il succo della protesta si sintetizza facilmente: No alle grandi navi, no allo scavo del nuovo canale Contorta, sì alla croceristica ma alle bocche di porto del Lido. Nel pomeriggio, da campo Santa Margherita, è partita la manifestazione organizzata da decine di associazioni e comitati ambientalisti, contrari non solo alle crociere ma anche a strade, cemento e tangenti. Ci sono i comitati «Opzione Zero», da sempre in prima linea contro la Romea commerciale, Veneto City e la «Orte Mestre». Ci sono tanti cartelloni, tra cui anche alcuni contro il governo Renzi e il Jobs Act. Una marcia in cui spuntano bandiere e slogan diversi ma con un unico filo conduttore: fuori le navi dalla laguna. «La soluzione c'è ed è a portata di mano - dice Tommaso Cacciari, leader del comitato no Grandi Navi - ed è alla bocca di porto del Lido. È un progetto compiuto, che si trova già sul sito del ministero dell'ambiente. Ha ricevuto parere favorevole dalla commissione di impatto ambientale, costa meno del Contorta e avrebbe tempi di realizzazione molto minori rispetto, per esempio, allo scavo del Contorta. Progetto che ormai sembra volere solo Paolo Costa». Cacciari replica anche alla contromanifestazione in Marittima, organizzata dal candidato sindaco Luigi Brugnaro: «È un buffone miliardario. Lì sono in 20, qui siamo tremila. Questo deve fargli capire cosa pensa la città delle grandi navi. Brugnaro deve prendere atto che il gigantismo navale c'è e crescerà. È un processo inevitabile. O tagliamo un pezzo di Sacca Fisola, e Brugnaro dovrebbe metterlo nel suo programma elettorale, oppure le navi di ultima generazione già non ci stanno più nella marittima attuale». Al corteo partecipano anche vari partiti ed esponenti politici, tra cui il Movimento Cinque Stelle (con il candidato sindaco Davide Scano), Sel, Rifondazione comunista, l'Altro Veneto (con il candidato governatore Laura Di Lucia Coletti), il Partito comunista dei lavoratori (candidato Alessandro Busetto), Venezia Cambia (candidato Giampietro Pizzo). In piazza anche il Partito democratico e il candidato sindaco del centrosinistra Felice Casson. «Il Contorta è da bloccare dice è uno scavo contro la legge che distruggerebbe la città. Noi vogliamo che le attività e il lavoro vengano mantenute nel rispetto delle regole e dei veneziani». «Non è possibile che ci siano pezzi di potere che decidono in totale autonomia come il porto - aggiunge Pizzo - Le decisioni si devono prendere insieme, soprattutto se si tratta di tutelare l'ambiente della laguna». Più radicale Camilla Seibezzi: «Grandi navi fuori dalla laguna senza se e senza ma, è ora di smetterla di usare posizioni a metà, come quella che sta prendendo Felice Casson. Proteggiamo il livello occupazionale, ma portiamolo fuori dalla città». La bocca di porto del Lido, in ogni caso, sembra mettere d'accordo tutti. «Un avanporto attaccato all'isola del mose aggiunge Scano ancorato ma non fissato ai fondali, e a cui possano arrivare già quattro navi». Sul palco di campo Sant'Angelo c'era anche l'attrice Ottavia Piccolo, veneziana d'adozione. «Protestiamo e manifestiamo perché qui non danno retta a nessuno. Non danno retta ai cittadini, non è da ieri che diciamo che questi mostri del mare non li vogliamo. Vogliamo, invece, una città che possa definirsi libera».