Se siete visitatori abituati alle mostre blockbuster, se amate i reperti antichi solo dai bronzi di Riace in su, se siete convinti che l'archeologia sia quella raccontata in tv da Voyager, preparatevi a uno shock. Se siete amministratori pubblici con l'ansia da prestazione al botteghino, mettete da parte le cifre a cinque zeri. Se siete semplicemente amanti della cultura, e curiosi di scoprire il genius loci della terra in cui ci è dato vivere, tuffatevi golosamente nella mostra «Brixia. Roma e le genti del Po», aperta in Santa Giulia fino al 17 gennaio. Una mostra in cui trattenersi con calma, da gustare e meditare, che ricorda a tutti che gli eventi espositivi sono (anche) cultura, e che la cultura è studio, e che lo studio dell'archeologia è un'indagine appesa al filo di indizi labili e tracce spesso minimali. Con materiali a basso tasso spettacolare e alto contenuto emotivo i curatori sono riusciti a inanellare un tracciato persuasivo, che con l'apporto multimediale fa intravedere cosa sia stata la terra dei nostri antenati, la spettacolare campagna padana, e che emergenza rappresentassero in essa le città, fra cui Brixia. Su uno sfondo storico di duemila e più anni fa sono proiettati snodi storici che sembrano di oggi: il dinamismo economico di una vasta plaga che reclama autonomia e ascolto dalla capitale, la rilevanza delle infrastrutture viarie (che allora non si chiamavano Brebemi o Serenissima ma Postumia ed Emilia), l'equilibrio instabile fra originalità culturale e globalizzazione imperiale. Quando poi si esce dall'umbratile percorso museale e si approda al luminoso parco archeologico teatro, capitolium e quarta cella del tempio repubblicano si apprezza appieno l'importanza del giacimento romano della nostra città, e viene voglia di elevare inni ai tecnici (del Comune e dei Civici musei) che hanno curato percorsi, allestimenti e accessibilità di questa antica, grande bellezza. E viene voglia di tornare e ritornare a gustarsi gli scorci sulla città che offre quest'area finalmente accessibile, liberamente e senza biglietto, vera balconata dove sembra di sentire battere il cuore della città di oggi e di ieri. Infine due fra le tante suggestioni che la mostra consegna. La prima è un auspicio: lunga vita alle Soprintendenze statali, che non sono solo uffici di «signornò», ma sanno custodire, preservare, interpretare questo patrimonio disperso e fragile e allestire mostre come questa. La seconda è un rammarico: i nostri antenati avevano un culto sacrale delle porte della città, le rendevano belle e monumentali; e allora perché noi abbiamo reso gli accessi periferici così anonimi, brutti e banali?
Brescia. L'antica bellezza e la sua lezione
La mostra "Brixia. Roma e le genti del Po" è aperta fino al 17 gennaio nella galleria Santa Giulia di Brescia. La mostra presenta una raccolta di reperti archeologici e materiali a basso tasso spettacolare che raccontano la storia della terra dei nostri antenati, la campagna padana e le città, tra cui Brixia. La mostra è curata da tecnici del Comune e dei Civici musei e offre percorsi, allestimenti e accessibilità di alta qualità. La mostra consegna due suggestioni: un auspicio per le Soprintendenze statali che custodiscono e preservano il patrimonio archeologico, e un rammarico per la mancanza di cura per gli accessi periferici della città.
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Luogo