Per evitare lunghe code, caos e disagi per i visitatori, nelle domeniche con ingresso gratis sia gli Scavi di Pompei che la Reggia di Caserta saranno visitabili a«numero chiuso». E' stato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a chiedere l'applicazione del provvedimento che per la Reggia potrebbe essere esteso anche al parco. L'alternativa è far pagare un biglietto. NAPOLI. E' stato il ministro Dario Franceschini a chiedere il numero chiuso agli Scavi di Pompei nelle domeniche ad ingresso gratuito. «Ho scritto al Sovrintendente lunedì mattina racconta il ministro per sollecitare un limite massimo di presenze nel sito archeologico in contemporanea. Gli ho chiesto di individuare sistemi per promuovere visite più brevi per salvaguardare lo spirito delle domeniche al museo. Che hanno lo scopo di valorizzare e tutelare il nostro patrimonio culturale e di garantire una diffusa fruizione dei nostri musei». E in questa ottica il ministro ha scritto un'altra lettera, al sovrintendente di Caserta. «Non mi è piaciuto vedere nel parco della Reggia comitive che giocavano a pallone. Non è questo lo spirito del nostro progetto. Dunque spiega Franceschini occorrerà chiudere il parco in queste occasioni o separarlo dalla Reggia, consentendone solo l'accesso a pagamento». I sindacati però dicono no alla proposta del numero chiuso. Negli Scavi, dal primo gennaio al 30 aprile 2015, sono stati registrati oltre 220mila visitatori ad ingresso gratuito, contro i 155mila dello stesso periodo del 2014. Eppure i sindacati non concordano con la proposta di un numero contingentato.«Rileviamo per i primi quattro mesi di quest'anno una maggiore affluenza di 23mila visitatori gratuiti spiega il rappresentante della Fim Cisl Fp degli Scavi, Antonio Pepe I dati ci sono, adesso servono le iniziative. Anziché contingentare il grande afflusso di visitatori, bisogna coinvolgere più personale da adibire alla vigilanza del sito, adottando nuovi progetti di produttività, con la partecipazione, su base volontaria, del personale anche di altri profili professionali, in caso di carenza di personale di vigilanza, così come è stato fatto per altri progetti di apertura straordinaria. A più riprese abbiamo detto che con oltre 20 milioni d'incasso Pompei potrebbe essere autosufficiente sia per assicurare la vigilanza del sito che per garantire la manutenzione ordinaria del bene archeologico. Tra l'altro, l'adozione del libero ingresso per Pompei è stato come sottrarre fondi al restauro, visto che gli incassi vanno proprio alla risistemazione dell'area». Ma Osanna lavorerà nella direzione indicata dal ministro. «Pur superando ogni aspettativa, il gran numero di turisti a Pompei era in parte atteso spiega Osanna tanto che già dall'ultima domenica di aprile si era provveduto alla chiusura di alcune domus. È del tutto evidente, però, che tali misure non sono da sole sufficienti a garantire la salvaguardia del sito e delle strutture archeologiche che, per loro natura, mal sopportano flussi di visitatori come quella della prima domenica di maggio. Occorre un limite massimo di presenze simultanee negli Scavi». Intanto vanno avanti i lavori di manutenzione e di restauro programmati dalla Soprintendenza che da lunedì prossimo, e fino al prossimo settembre, chiuderà al pubblico il tratto della Passeggiata fuori le mura, da Porta Vesuvio a Porta Ercolano, per consentirne la manutenzione.