Mentre è in arrivo la nuova legge sui reati ambientali, il Corpo Forestale, che proprio sull'ambiente ha il compito di vigilare, rischia di cadere sotto i colpi della spending review. Fra le tante contraddizioni del nostro paese forse questa non è neppure la peggiore, ma sta sollevando vive preoccupazioni in tutti i cittadini allarmati dall'emergenza ecologica. A far sentire la voce degli ottomila agenti in divisa grigia (quanti i vigili di Roma) ha provveduto nei giorni scorsi il comandante della zona bresciana Pier Edoardo Mulattiero in un'intervista rilasciata al Corriere . Già oggi a monitorare un territorio assai vasto come la provincia di Brescia, la Forestale può contare su un organico dimezzato, che ha costretto a chiudere diverse stazioni. Non è una buona notizia, se è vero che nel 2014 la Forestale bresciana ha notificato 187 reati penali e 290 amministrativi. Tradotto: quasi cinquecento violazioni, che variano per la gravità, ma di cui vittima resta in ogni caso l'ambiente, cioè un patrimonio che appartiene a tutti e che rappresenta una risorsa non rinnovabile. E per dare le dimensioni del fenomeno, basti dire che nel 2013 le infrazioni accertate a livello nazionale sono state più di ottanta al giorno, tre all'ora. Il Corpo Forestale fu costituito quasi duecento anni fa. È evidente che con il suo scioglimento si rischia la dispersione di un immenso patrimonio di esperienze. Inoltre l'autorità giudiziaria si vedrebbe privata dell'unico organismo specializzato in possesso delle conoscenze e dei mezzi indispensabili per smascherare i crimini ambientali. I carabinieri e gli organi di polizia sono presenti nelle aree urbane e rurali e devono occuparsi di ordine pubblico, mentre la Forestale opera nelle zone di interesse naturalistico a salvaguardia della biodiversità, che costituisce un'impagabile ricchezza collettiva. Il punto di forza della Forestale è la sua conoscenza capillare e diretta del territorio, che non si improvvisa e non si può delegare. Che il mondo dell'antimafia si sia levato in difesa della Forestale, la dice lunga sull'importanza di questo corpo, sempre più chiamato a fronteggiare l'emergenza di un paese in cui i crimini ambientali sono in aumento. Smaltimento illegale di rifiuti, sversamenti nei corsi d'acqua, discariche non autorizzate, si affiancano ai reati contro la flora e la fauna, particolarmente frequenti nelle zone periferiche e scarsamente abitate, dove il controllo sociale si fa più aleatorio. Per questo opporsi allo smantellamento del Corpo Forestale non è né di destra, né di sinistra: significa solo difendere l'ambiente.