Estella Marino visita il parco. «Toglieremo tutti i pericoli per i cittadini» «La pericolosità non si poteva prevedere». Il sopralluogo a Villa Ada con i cittadini da parte dell'assessore all'ambiente Estella Marino insieme con il presidente del II Municipio Giuseppe Gerace e il tecnico della forestale Rocco Sgherzi, ha permesso di vedere il tronco sullo scivolo, le radici spezzate e i rami di altri alberi che hanno spaccato una panchina lo scorso febbraio nell'area giochi di Villa Ada. Gli scheletri sono ancora tutti lì come una spina nel fianco. «Tutta l'area è a rischio ha detto il tecnico confermando quello che l'assessore Marino dice da tempo rimane chiusa finché non si tolgono gli alberi pericolosi». Sono 300 gli alberi controllati, dei quali 100 a rischio (saranno potati) e 40 da abbattere. «A giugno riapriremo l'area e a ottobre pianteremo gli alberi che stiamo per togliere» ha assicurato l'assessore Marino. La relazione tecnica completa sarà presentata in settimana poi ci sarà il tavolo con la Soprintendenza perché si tratta di una villa storica sottoposta a tutela. Dopo la raccolta da parte dei cittadini di mille firme in un solo giorno, il 25 aprile, per protestare contro l'«abbandono» dell'area da mesi, tra i presenti i mugugni non sono mancati. «Se la zona è pericolosa isoliamola, ma non si può rimanere recintati così a lungo» ha lamentato una cittadina, mentre un altro ha aggiunto: «Dopo la nevicata siamo venuti volontari a spalare la neve riuscendo a far riaprire Villa Ada dopo una sola settimana». «L'albero è caduto perché vista la sua età e la sua altezza, le radici non hanno tenuto alla sollecitazione del vento» ha spiegato il tecnico della forestale Sherzi, durante il sopralluogo. «Qui sotto c'è il tufo e se le piante fossero state di meno con uno spazio più ampio questo disastro non si sarebbe verificato». L'assessore Marino ha assicurato che i soldi per gl interventi sono stati già messi a bilancio «si tratta di circa 120 mila euro» e l'abbattimento degli alberi pericolosi « partirà in una decina di giorni». «Questi pini sono stati piantati negli anni ' 30, con criteri forestali come se fosse un bosco, non un parco, e con le conoscenze dell'epoca non si immaginava quello che sarebbe potuto accadere» ha spiegato Sgherzi. «Il problema è sorto proprio in questa area dove casualmente è stato messo il parco giochi. Noi sapevamo che fuori dalla villa c'erano le catacombe, ma non pensavamo di trovare il tufo qui sotto». Nell'area di 30 ettari (su 160 di Villa Ada) interessata dal monitoraggio la pericolosità è proprio nella parte "alta" dove ci sono le giostre. «Gli alberi sono diventati vecchi e pesanti - ha continuato Sgherzi - e la manutenzione sarebbe dovuta partire negli anni '50 con interventi selettivi, togliendo la pianta meno capace di vivere per fare spazio a quella più forte potesse andare avanti».