Ci sono collaborazioni innovative che il tempo racconta e restituisce in altra forma: in una stanza di Palazzo Ducale a Mantova, prova rara e significativa del dialogo artistico tra Cristoforo Sorte e Giulio Campi nell'architettura progettata da Giulio Romano in piena epoca di Federico II, prende corpo la prima collaborazione in Italia tra le stampanti 3D di un FabLab e il mondo del restauro. Insieme hanno dato vita a un sistema di intervento preciso, a basso costo e in grado di limitare notevolmente lo stress dei materiali originali. La lungimiranza unita alla necessità è quella che contraddistingue il lavoro di Maria Giovanna Romano, che ha preso tra le mani, con uno staff interamente in rosa, il recupero, la pulizia e il restyling della sala di Cristoforo Sorte, affacciato sul sottoportico del Cortile della Cavallerizza, nel cuore del dedalo di Palazzo Ducale. La sala ha una volta completamente dipinta, colonne tortili, un pergolato con foglie di vite e grappoli che scendono dal soffitto, un'apertura rettangolare sul cielo con putti che si rincorrono nei girali, in un tripudio di elementi di tipico stile giuliesco, tra i quali anche una cornice di foglie e ovuli, che andava in parte ricostruita. Gusci e calchi Spesso però non è solo il talento professionale a fare tutto il lavoro, ci si mette anche il destino: così, quando a settembre 2014 Maria Giovanna visita un'esposizione di lavori al FabLab Imprimatur di San Martino dall'Argine, la sua strada incrocia anche quella dei giovani del FabLab di Parma. Ci racconta che è nata lì la loro reciproca contaminazione: «La cappella barocca a San Martino era già stata ripresa con l'utilizzo di un modello virtuale tridimensionale e mi sono chiesta se fosse possibile fare lo stesso per Palazzo Ducale, dove andava rispettata la qualità elevatissima del fragile decoro a secco e ci siamo messi subito al lavoro per trovare il procedimento adatto. Dal rilievo fotografico è nato il modello 3D, grazie anche ad uno scultore reale che interagisce sul modello virtuale». Un guscio, insomma, che nella sua semplicità somiglia agli stampi che si usano in spiaggia, e che è invece una rivoluzione per il mondo del restauro conservativo: il calco è stato sovrapposto a una malta di calce che ha permesso di ricucire l'unità visiva della cornice rafforzandola, senza stressare la superficie di contatto e gli elementi adiacenti che erano rimasti intatti. Innovazione Il restauro della sala è durato da agosto 2014 a marzo 2015 e con la restituzione agli occhi dei visitatori è oggi un ottimo esempio di collaborazione tra innovazione e tradizione, passato e futuro. «Sperimentiamo continuamente - racconta Pietro Dioni, di Officine OnOff e 3D Archeolab Parma - adesso ci prepariamo al salone del restauro a Ferrara, speriamo di conoscere altri specialisti dalla mente aperta come Maria Giovanna, che ha capito quanto valgano le nuove tecnologie, low cost e ugualmente utili e affidabili, assicurando risultati ottimi. Immaginiamo anche di poter lavorare altri materiali come l'argilla, e avvieremo una partnership con una casa produttrice di scanner a luce strutturata, per rilevare e riprodurre anche grossi oggetti usando telecamere in movimento». Heritage Lab, unione di 3D Archeolab e FabLab di Parma, si apre al mondo dei beni culturali a 360 gradi, grazie alle competenze di geologi e giovani laureati e sperano di incrociare il cammino di altri professionisti lungimiranti, con la visione aperta a nuovi strumenti, e quindi a nuove possibilità.
Mantova-Modelli virtuali e gusci in 3D. Rinasce il genio di Giulio Romano
Maria Giovanna Romano, con uno staff interamente in rosa, ha recuperato, pulito e restilato la sala di Cristoforo Sorte nel Palazzo Ducale di Mantova. La sala, con la sua decorazione barocca, è stata restaurata utilizzando tecnologie 3D e materiali innovativi. Il restauro è stato possibile grazie alla collaborazione tra il FabLab di Parma e il mondo del restauro. La sala è stata restaurata con un modello 3D, che è stato utilizzato per creare un guscio che ha permesso di ricucire la cornice rafforzandola senza stressare la superficie di contatto. Il restauro è durato da agosto 2014 a marzo 2015 e oggi è un ottimo esempio di collaborazione tra innovazione e tradizione.
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