Chissà che ha pensato Gaio Cestio, nella sua ultima residenza nell'Ade, quando ha saputo che la piramide che porta il suo nome ha dovuto attendere un po' bel d'anni sotto una spessa coltre di sporco lui, che aveva in uggia le perdite di tempo e aveva imposto ai suoi eredi di erigere il mausoleo funebre in meno di un anno, 330 giorni per la precisione, altrimenti ciao ciao eredità , prima che qualcuno mettesse mano al portafoglio per riportare i marmi all'originario biancore. E chissà se poi ha trovato qualcuno nell'Ade, Gaio Cestio, disposto a spiegargli da quale paese arriva Yuzo Yagi, il generoso benefattore con gli occhi a mandorla che senza alcuna contropartita, e quindi per puro amore di Roma, ha sborsato due milioni di euro tondi tondi: niente meno che dal Giappone. Ai suoi tempi Gaio Cestio neanche lo poteva immaginare un posto così lontano. E a essere onesti, anche a un normale cittadino romano dei nostri tempi, appare quanto meno difficile immaginare che per conservare i tesori di famiglia si sia dovuto ricorrere al buon cuore di un magnate del Sol Levante. Intendiamoci: con questa benedetta crisi che non ne vuole sapere di finire, avercene di magnati orientali dall'offerta facile. Tutto il paese ormai è sul mercato, perfino le passioni più sfrenate e profonde se è vero com'è vero che il glorioso Milan dell'ex premier è oggetto di una contesa a suon di milioni tra il thailandese Bee e il cinese Lee. Quindi inutile stare lì a fare gli schizzinosi, anzi, un caloroso plauso a Yuzo Yagi e a chi ha condotto a buon fine l'operazione di restauro con un inconsueto tempismo, addirittura udite udite con qualche giorno d'anticipo rispetto al previsto. E però. C'è un però. Qui non si tratta di vendere una squadra di calcio, per quanto blasonata e amata e del resto la stessa Roma, intesa come club, è targata United States of America. Qui si tratta di prendersi cura di una città che proprio l'altro giorno ha festeggiato il compleanno numero 2.768. Qui si tratta di assicurare un futuro a un pezzo di storia che è alla base della nostra civiltà. Qui si tratta di salvaguardare la nostra memoria, la nostra cultura, la nostra stessa identità di popolo senza la quale non saremmo neanche una estensione geografica. Qui si tratta di porre mano a un programma di lavori organico e autosufficiente in grado di assicurare l'integrità e la fruizione di un patrimonio culturale senza uguali al mondo. Dipendere dalla generosità degli altri, vicini o lontani che siano, vorrebbe dire essere ormai, se non all'ultima, alla penultima spiaggia.
Mecenatismo e dipendenza
Gaio Cestio, un antico romano, ha costruito una piramide nel suo mausoleo funebre a Roma. Tuttavia, la piramide è stata coperta da sporco e ha dovuto attendere un po' di tempo prima che i suoi eredi potessero ripristinarla. Un benefattore giapponese di nome Yuzo Yagi ha donato 2 milioni di euro per il restauro della piramide. Yagi è un magnate del Giappone che ha donato il denaro senza alcuna contropartita. La piramide è un patrimonio culturale importante per la città di Roma e la sua integrità è essenziale per la sua identità. Tuttavia, dipendere dalla generosità degli altri per il restauro della piramide potrebbe essere un problema.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo