Performance del padiglione islandese. Preghiere islamiche nel luogo di culto veneziano Scarpe negli armadietti e piedi scalzi. Velo a coprire i capelli con distribuzione di foulard all'ingresso. L'inaugurazione del padiglione Islanda con l'opera provocatoria di Christoph Büchel, «Moschea» ha segnato il passo di quello che sarà il futuro di quel luogo. «Una lezione di civiltà» l'ha definita Hamad Mahamed, siriano, teologo, da anni imam della comunità di Marghera. Quella che apre all'interno della chiesa di santa Maria della Misericordia a Cannaregio è una moschea vera e propria. Con tanto di preghiera del venerdì già programmata per la prossima settimana. Nato a Basilea nel 1966, già vincitore del prestigioso Hugo Boss Prize, noto per i suoi lavori dal forte profilo politico-sociale Büchel ha voluto così lanciare una provocazione alla città di Venezia con i suoi ventimila musulmani ma senza una vera moschea, che non sia una stanzetta ricavata in un capannone. Loro (i fedeli musulmani) la chiedono da molto tempo. Mesi, anzi anni. Avevano pure trovato finanziatori e proposto diverse location. Ma le idee non si sono mai concretizzate. Almeno fino ad oggi. All'interno della chiesa della Misericordia è stata ricostruita una vera moschea in ogni dettaglio. Con tanto di tappeto a terra orientato verso La Mecca, spazio per la preghiera, muri barocchi adornati con scritte in arabo e mosaici della croce nascosti dietro a dei drappi. Un progetto pensato passo dopo passo anche con l'aiuto della comunità musulmana del territorio che si è fatta parte attiva nella ricerca e che vuole usare quest'occasione per rilanciare la richiesta di uno «spazio consono» in centro storico, dedicato alla preghiera. Il progetto, però, ha avuto un inghippo. In Comune, nessuno sapeva che negli spazi di Santa Maria della Misericordia l'esposizione nazionale dell'Islanda si sarebbe trasformata in una sala di preghiera. E così ieri, in Prefettura, è stato indetto un Cosp, comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. «Sono state decise alcune prescrizioni ha spiegato il commissario Vittorio Zappalorto -, abbiamo chiesto che il padiglione sia solo un'esposizione, un centro d'arte e nient'altro». A giudicare dal l'inaugurazione, però, la comunità non sembra aver percepito la cosa. "Qui? Certamente si pregherà - dice l'imam di Marghera Mahamed- rimarremo ovviamente aperti a tutti. Bisogna convivere è l'unica vera strada". L'obiettivo futuro della comunità? "Una vera moschea in centro storico, il candidato Felice Casson ce l'ha promessa - dice Bach Abdallah della comunità musulmana di Mestre- e poi durante la Biennale a Venezia ci sono i ministri di molte nazioni che potrebbero essere interessati al nostro caso e decidere di finanziare il progetto". Al momento sono in affitto da un privato. Un domani potrebbe nascere proprio alla Misericordia la moschea che chiedono da anni.