Urgono interventi, ma la Curia non ha fondi. Ridotto il suono delle campane CREMONA. Le transenne sono state riportate ieri in magazzino da dove però presto potrebbero uscire nuovamente. «Il Duomo è un malato non grave ma costante che ha sempre bisogno di cure», è l'ultimo bollettino medico diramato dalla Curia. Il Torrazzo se la passa meglio, ma è anch'esso un sorvegliato speciale. Le condizioni di salute dei due simboli della città, affiancati l'uno all'altro, sono tornate improvvisamente a preoccupare. A fine gennaio dal Torrazzo, con i suoi 124 metri l'undicesimo campanile per altezza in Europa, si sono staccati piccoli pezzi di pietra. Dieci giorni fa è toccato alla Cattedrale, gioiello architettonico del XII secolo: un mattone è crollato dalla trifora sopra il rosone centrale. Al capezzale della chiesa medievale è subito accorso l'uomo che conosce meglio il patrimonio artistico di Cremona: monsignor Achille Bonazzi, 68 anni, responsabile dell'Ufficio Beni culturali della Diocesi. Tre lauree (Scienze naturali, Biologia, Medicina), don Bonazzi, indossati casco e imbragatura di protezione, è salito nel cestello del braccio meccanico di una gru lungo 60 metri che l'ha issato sino alla torretta centrale del Duomo, da dove è caduto il mattone. Una volta tornato a terra, la sua diagnosi non è stata delle più consolanti. «Nei primi anni Ottanta la facciata del transetto è stata interessata da lavori di restauro, che però non sono stati estesi alle tre torrette su quel lato è il bilancio del sacerdote . Bisognerebbe intervenire anche lì, se si vuole garantire la sicurezza dei pedoni e conservare in buono stato questi tesori ereditati dal passato». La parola passa ora al «Consiglio della chiesa cattedrale», l'organismo, presieduto dal vescovo, che decide sugli investimenti da fare. Il problema, come al solito, è la mancanza di risorse. Don Achille allarga le braccia: «l mio è un ufficio senza portafogli». E il Torrazzo, il vicino del «malato»? «Sta meglio del Duomo», si consola il prete appassionato d'arte. Le apparecchiature installate, su indicazione del Politecnico di Milano, all'interno del campanile per monitorare la dilatazione delle fessure in questi ultimi tempi non stanno segnalando anomalie. Ma la prudenza non è mai troppa: le otto campane del Torrazzo, come consigliato dalla Sovrintendenza, non suonano a distesa per ridurre al minimo vibrazioni e sollecitazioni. Il caso ha voluto che piazza del Comune, il salotto della città, «tremasse» per un altro crollo, quello (finito anche sul New York Post) dei due Ercole, la statua simbolo di Cremona. Stavolta, però, non è stata colpa del tempo, ma soltanto della bravata di due giovani vandali saliti sulla scultura e della loro ossessione per il selfie.
Cremona, dal Torrazzo al Duomo cadono a pezzi i simboli della città
La Cattedrale di Cremona è un "malato" costante che ha bisogno di cure. Il Duomo, l'ultimo bollettino medico, ha subito un crollo di un mattone dalla trifora. Monsignor Achille Bonazzi, responsabile dell'Ufficio Beni culturali della Diocesi, ha salito in una gru per esaminare la zona e ha diagnosticato una situazione non consolante. La facciata del transetto è stata interessata da lavori di restauro negli anni '80, ma non è stata estesa alle torrette. Il problema è la mancanza di risorse. Il Torrazzo, il vicino del Duomo, sta meglio, ma è anch'esso un sorvegliato speciale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo