A Caltagirone proseguono a pieno ritmo i lavori di costruzione di un ascensore urbano, nel rione Cappuccini, dell'omonimo quartiere del centro storico. Nei giorni scorsi si erano registrate perplessità, da parte dei responsabili di più associazioni culturali e ambientaliste, che avevano chiesto alla SOpRINTENDENZA, se fossero state concesse, o meno, le autorizzazioni ai lavori dallo stesso Ente. Le associazioni culturali "Storia patria" e "Panta", oltre Legambiente, Salvalarte Sicilia sezione di Caltagirone hanno temuto il "peggio". Ovvero che gli interventi realizzati in una zona archeologica richiedessero anche la presenza di un archeologo. Una sorta di verifica che avrebbe registrato un epilogo positivo, anche perché dalle risposte giunte dall'assessore comunale all'Urbanistica uscente, Roberto Gravina, è stata assicurata la «legittimità delle procedure» seguite. «Già lo scorso marzo - dicono i presidenti delle associazioni Storia patria (Antonio Navanzino) e Panta (Francesca Pulvirenti) - informammo la SOpRINTENDENZA sull'esecuzione dei lavori in un quartiere ricadente in piena zona archeologica. Il nostro impegno proseguirà, nella misura in cui il progetto non deturpi il paesaggio». Sul fronte Legambiente, Salvalarte sezione di Caltagirone, il suo presidente Biagio Pace ha inviato un documento alla SOpRINTENDENZA. «Abbiamo chiesto - spiega Biagio Pace - se fosse stata predisposta la presenza in cantiere di un archeologo. Tesi questa suffragata dal fatto che, in considerazione dell'esistenza in loco di una necropoli, già oggetto di scavi, che avevano restituito manufatti e arredi importanti». Un'azione, quella attuata delle 3 associazioni, che mira a salvaguardare il patrimonio culturale della città. «La SOpRINTENDENZA - ha spiegato l'assessore comunale all'Urbanistica uscente, Roberto Gravina - non ha bloccato alcunchè di lavori. Le associazioni, che hanno legittimamente sollevato un dubbio, adesso sanno che l'iter è stato seguito nella piena regolarità. Ringrazio semmai la ditta che sta lavorando alacremente e con professionalità». I lavori, finanziati con i fondi Por, stanno comportando una spesa di circa un milione di euro. Si spera che, a lavori ultimati, l'opera non rimanga una cattedrale nel deserto, come le note vicende della scala mobile di via Circonvallazione di ponente, inoperosa da anni. G. P. 05052015