La guida turistica Carlo Castello «L'area archeologica è sommersa dalle sterpaglie» Da Megara Hyblea a Eloro, è lunga e annosa la lista dei beni archeologici "dimenticati". Giacimenti culturali di grande valore che restano senza servizi, senza strutture a sostegno della valorizzazione turistica e culturale e, spesso, senza la cura ordinaria. E' il caso della "Pompei del sud": Megara Hyblaea. Una piccola città ritrovata dagli archeologi alle porte di Augusta, in occasioni dei lavori per la realizzazione della ferrovia Catania-Ragusa. Era il 1867 e a guidare l'indagine archeologica fu George Vallet a cui è legato il nome di questa grande scoperta che conserva ancora tracce delle mura di cinta, di un tempio ellenistico, dei bagni pubblici e persino di un'officina metallurgica, oltre che di decine di case degli abitanti dell'antica cittadina megarese. «L'area archeologica è invasa dalle sterpaglie - dice Carlo Castello, guida turistica e componente del direttivo dell'associazione nazionale Guide turistiche -, i turisti non riescono a scorgerne i resti. Una situazione che perdura da tempo, ormai, nonostante gli sforzi profusi dalla SOpRINTENDENZA». Sì, perché l'area archeologica di Megara Hyblaea è gestita dalla SOpRINTENDENZA di Siracusa con i pochi fondi stanziati dalla Regione per la manutenzione ordinaria di un patrimonio archeologico vastissimo qual è quello aretuseo. I soldi che l'assessorato regionale ai Beni culturali prevede per Siracusa sono pochi. Troppo pochi per garantire la fruizione corretta di quella mole di monumenti e siti che fanno parte del cosiddetto circuito del patrimonio minori. Nella stessa lista in cui si trova Megara Hyblaea, appunto. Ed è qui che nei giorni scorsi si sono recati alcuni studiosi provenienti dal Nord Italia desiderosi di vedere le testimonianze di questa colonia greca che venne distrutta dal tiranno Gelone ma che conserva i tratti salienti del suo impianto urbanistico: un unicum che ancora oggi è oggetto di studi da èquipe di archeologi e urbanisti di tutto il mondo, francesi in testa che proprio in queste settimane sono impegnati a Megara Hyblea. «Facile immaginare lo sguardo deluso dei turisti - prosegue Castello - quando si sono trovati davanti a un'area nascosta da erbacce di ogni tipo. Non si può nemmeno passeggiare a Megara Hyblaea, ed è questo uno dei simboli di una gestione da rivedere». Lo scenario di incuria cambia poco in altre zone della provincia e nella stessa città aretusea. Basti pensare alla zona archeologica di Eloro, a Noto, fuori dai circuiti turistici o, a Siracusa, alle vestigia del Tempio di Zeus sconosciute a molti stessi siracusani e divenute zone di pascolo senza controllo. O, ancora, al Tempio di Apollo nel cuore del centro storico di Ortigia che è lindo e pulito, una volta al mese, solo grazie ai volontari di Nuova Acropoli. E poi il Ginnasio romano, a due passi da piazzale Marconi; le mura dionigiane e il castello Eurialo, tappe sporadiche di pochi appassionati che sono costretti ad attese estenuanti per un autobus. E ancora, in pieno centro, piazza della Vittoria con il santuario di Demetra e Kore la cui esistenza, alle porte del Santuario, è sconosciuta ai più. Le catacombe di Vigna Cassia, Santa Lucia e i tesori sotterranei il cui accesso è ancora disagevole. Insomma, quando si parla di beni culturali la parola "nera" è gestione. Il problema resta sempre la difficoltà di reperire i fondi: la SOpRINTENDENZA da sola, infatti, non può farcela dal punto di vista delle risorse economiche e umane: insufficienti anche le unità del personale di custodia che dovrebbero essere triplicate per poter garantire l'apertura dei siti archeologici minori. Così mantenere aperto un sito al pubblico diviene sempre più difficile, e la «salute» dei luoghi d'interesse archeologico della provincia sempre più minacciata. 03052015
SICILIA I resti di Megara Hyblaea nell'oblio
Riassunto in 200 parole:
La guida turistica Carlo Castello descrive l'area archeologica di Megara Hyblaea, una città greca ritrovata nel 1867, come un "Pompei del sud" con molti resti archeologici, ma invasa dalle sterpaglie e senza servizi. La SOpRINTENDENZA di Siracusa gestisce l'area con pochi fondi per la manutenzione ordinaria. I soldi previsti dall'assessorato regionale ai Beni culturali sono insufficienti per garantire la fruizione corretta dei monumenti e siti. Alcuni studiosi provenienti dal Nord Italia si sono recati a Megara Hyblaea per studiare la colonia greca distrutta dal tiranno Gelone.
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Bene culturale
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