Quarantamila euro dalla Fondazione Crp per le ricerche che impegneranno studenti universitari di tutta Italia LA FONDAZIONE Cassa di Risparmio di Puglia "adotta" la villa di epoca romana scoperta dagli archeologi a Faragola, nel Foggiano. Fra i progetti approvati dallaFondazione per il 2005, nell'ambito delle iniziative relative ai beni culturali, è stato inserito la scavo della lussuosa dimora tardoantica, individuata due anni fa nel territorio di Ascoli Satriano. Il progetto, presentato dall'Università di Foggia, è stato finanziato per 40 mila euro. Tre le tappe previste: la prosecuzione delle attività di scavo, l'avvio delle attività di restauro dei mosaici e dei lussuosi tappeti in opus sectile vitreo e la prima sistemazione dell'area in modo da garantirne la fruizione nel corso delle ricerche, in previsione della creazione di un vero e proprio parco archeologico. «Il sostegno della Fondazione Crp spiega Giuliano Volpe, preside del corso di laurea in Beni culturali all'Università di Fog-giapremialo sforzo congiunto del Comune di Ascoli Saldano, dell'ateneo e della soprintendenza archeologica regionale nella conoscenza e nella valorizzazione di uno dei siti più importanti della Daunia». Lo scavo sistematico dell'area è iniziato nel 2003, sotto la direzione scientifica dello stesso Volpe, con il coordinamento sul campo degli archeologi Giuliano De Felice e Maria Turchiano. Il 13 giugno partirà la terza campagna di scavo che sino alla fine di luglio coinvolgerà una quarantina di studenti non solo dell'ateneo dauno, ma anche di altre università italiane e straniere. In più, quest'anno, c'è un'importante novità: sarà aperto un cantiere didattico per il restauro dei mosaici rinvenuti, organizzato con l'Istituto centrale del restauro del ministero per i Beni culturali, che ha scelto Faragola come sede perle attività didattiche sul campo per i propri allievi. Il sito di Faragola è posto sulle ultime propaggini collinari che delimitano la valle del Carapelle, a pochi chilometri da Ausculum, del cui territorio faceva parte, e da Herdonia. «Finora -spiega Volpe - è stata indagata un'area di oltre 700 metri quadri: nonostante si tratti di una superficie limitata, i risultati finora conseguiti consentono di individuare un' estesa e articolata villa di età romana e tardoantica (IV-VI secolo d.C), che si segnala per gli arredi lussuosi. Sono stati parzialmente portati alla luce alcuni ambienti residenziali della dimora, della quale è stata finora documentata soprattutto la fase tardoantica, ma sappiamo che esiste anche una fase di età primo-medio imperiale (III sec. d.C.) e un'altra, più sfumata, di epoca tardo repubblicana (I sec. a.C). Non è facile definire con certezza la proprietà della villa ma il rinvenimento di un prezioso frammento di un'epigrafe onoraria, databile agli inizi del III secolo d.C, apre uno spiraglio: la dimora potrebbe esser appartenuta alla famiglia dei Cornelii Scipiones Orfiti, già documentati ad Ausculum da altre due iscrizioni, nonché proprietari di tenute a Brindisi e nel Sannio. Al di là dell'ipo-tetica identificazione, emerge comunque il significato di questa villa quale simbolo della potenza di una ricca e colta famiglia aristocratica tardoantica».