MILANO. Basta indossare un paio di fantascientifici «visori» in 3d e in un attimo ti ritrovi catapultato da Rho, periferia di Milano, nel mezzo del Foro di Augusto, 500 km più a sud. Volti lo sguardo a destra, a sinistra, in alto e in basso ed è come toccare le rovine del complesso dedicato all'imperatore, uno dei siti archeologici più affascinanti del mondo. Ed è lo stesso per l'Abbazia di Santa Maria a Rieti o per Palazzo Farnese a Caprarola. Gioielli che la Regione ha deciso di valorizzare all'interno del Padiglione Italia, quello che raccoglie le eccellenze del nostro Paese. Volare con lo sguardo sul Castello di Santa Severa o sulla Montagna Spaccata di Gaeta o a Sermoneta e sul Lago di Bolsena è l'effetto più emozionante dello stand permanente (30 metri quadri allestiti con tecnologie all'avanguardia) di Roma e del Lazio all'interno di Expo2015 inaugurato ieri da Ignazio Marino e Nicola Zingaretti. «Finalmente dopo anni di divisioni gli enti locali promuovono insieme le bellezze del nostro territorio», ha sottolineato il governatore. Accompagnati dal vice di Zingaretti, Massimiliano Smeriglio, dal presidente di Unioncamere Lazio Vincenzo Zottola, dal sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini e dagli assessori Alessandra Sartore (bilancio laziale) e Marta Leonori (attività produttive del Campidoglio), sindaco e presidente della Regione hanno prima tagliato il nastro dello stand (unico permanente per tutti e sei i mesi della durata dell'evento all'interno del Padiglione Italia) poi hanno raggiunto lo spazio dedicato ai vini, soffermandosi davanti a quelli laziali. Costata complessivamente 6,5 milioni di euro (4,5 dalla Regione, 1,3 da Unioncamere e 700mila dal Campidoglio), la missione di Regione e Comune, come sottolinea Zingaretti, «è la vetrina di un Lazio vero, non di un bluff». Passeggiando lungo il Decumano (1,7 km sul quale si affacciano i padiglioni di tutti i paesi partecipanti a Expo), il clima è quello di una «gita» in un enorme parco giochi. Governatore e sindaco stringono mani e scattano foto con scolaresche campane e marchigiane. Poi tornano a parlare dell'Esposizione universale e delle occasioni da cogliere per il territorio laziale. L'obiettivo è riuscire a trattenere in regione una buona parte di turisti che arriva in Italia a Fiumicino per visitare Expo. Ed è proprio per questo che il 15 maggio proprio all'aeroporto Leonardo Da Vinci, aprirà per la prima volta il corner dei prodotti tipici del Lazio. «Lì sottolinea Zingaretti finora chiunque viene da tutto il mondo non trova il Lazio. Ora con Arsial inaugureremo questo piccolo desk. E quando aprirà il molo C aggiunge ci sarà uno spazio ristoro della Regione». Poi, sempre quel giorno verrà annunciato l'esito del bando da oltre 1,5 milioni di euro fatto per promuovere in tutto il Lazio le iniziative culturali (e non solo) collaterali a Expo. Un modo anche per lanciare una rete di eventi che potrebbe poi resistere e riconvertirsi in vista del Giubileo che con Expo sancirà, per lo meno temporalmente, quasi un passaggio di testimone. «Ma non dobbiamo confondere ricorda ancora il governatore i due appuntamenti. Per l'Anno Santo dobbiamo metterci sulla stessa lunghezza d'onda di Papa Francesco». Marino, da parte sua, guarda alle «straordinarie opportunità per Milano, l'Italia e per Roma, sia dal punto di vista del Pil, che crescerà a Milano in questi sei mesi e a Roma durante il Giubileo, che del lavoro. E poi c'è un filo conduttore tra la fame nel mondo, i quattro bambini che ogni minuto muoiono nel pianeta per malnutrizione, e il Giubileo della Misericordia e non della cuccagna indetto dal Pontefice ». Nel frattempo, tra le curiosità da segnalare nella giornata di ieri, la «scoperta», da parte del sindaco di Roma, delle «coppiette» di suino, tipico prodotto diffusissimo in tutto il Lazio. Davanti all'aperitivo organizzato allo stand dei vini, sorseggiando un Frascati superiore, Marino ha chiesto incuriosito ai presenti: «Cosa sono quelle?».