DALLA gestione dell'ex Mattatoio di Testaccio, il gioiello dell'archeologia industriale romana, alle proposte per rigenerare Corviale, il "serpentone" di cemento testimone di un'utopia finita in degrado, fino alla Camera dei Deputati 2.0, il nuovo edificio che dovrebbe sorgere accanto a quello storico. Questa volta a parlare del futuro di Roma saranno gli architetti. E proprio le idee dell'Ordine della città per riqualificare la Capitale saranno presentate domani alle 16 alla Casa dell'Architettura, all'Acquario Romano di piazza Manfredo Fanti, con il secondo numero della nuova rivista "AR". E i progettisti non saranno soli, perché in sala non mancheranno controparti, politiche e tecniche, dall'assessore all'Urbanistica Caudo al deputato dem Morassut fino al commissario straordinario dell'Ater Daniel Modigliani e al direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi. «E sottolineeremo anche» spiega il presidente dell'Ordine Livio Sacchi «le situazioni irrisolte che gravano sui cittadini e gli spunti per valorizzare il patrimonio urbano». Cominciamo da Corviale, per cui nella rivista Modigliani spiega le trasformazioni future. «C'è il progetto» scrive «per la ristrutturazione del piano libero, previsto dal Contratto di Quartiere II, in procinto di partire, che permette di realizzare nuove e dignitose case per chi ne ha diritto. Ma soprattutto il concorso internazionale che l'Ater, proprietaria e gestore dell'edificio, in collaborazione con l'Ordine, sta lanciando con il sostegno politico ed economico della Regione, con l'obiettivo di instaurare un vero processo di rigenerazione urbana: i percorsi pubblici e le parti comuni dell'edificio sia orizzontali che verticali dovranno essere riprogettati, ove necessario, per garantire tranquillità, sicurezza e un facile uso. E il piano terreno, che oggi ospita una strada interna buia e senza vita dovrà tramutarsi in una strada urbana luminosa, attraente e piena di attività». Avanti. «Per la Camera» afferma Sacchi «ci piacerebbe contribuire al rilancio del concorso storico per la costruzione del cosiddetto pezzo mancante all'interno del complesso di Montecitorio in modo da risarcire il centro storico in uno dei suoi punti di maggior pregio per la mancanza di un volume attualmente occupato da un parcheggio a raso». Altro discorso per l'ex Mattatoio. «A fronte del pregevole recupero di alcune preesistenze industriali, come quella della Pelanda, non c'è stato l'auspicato complessivo rilancio dell'intero complesso. Mentre per aree incompiute, come quella dell'ex Fiera di Roma sulla Colombo, auspichiamo un concorso con una procedura di evidenza pubblica ».