La Regione blocca le concessioni "Aggressione selvaggia della costa" TOLLERANZA zero sulle spiagge pugliesi. A prometterlo è la Regione che, dopo aver bloccato una decina di richieste di ristrutturazioni di lidi, non concederà salvo casi eccezionali nuove concessioni in questa stagione per l'apertura di nuovi stabilimenti balneari. «C'è un'aggressione selvaggia della costa. Per questo pensiamo a una moratoria», dice il neo assessore regionale al Demanio marittimo, Guglielmo Minervini. I tecnici regionali sono già al lavoro: oggi si «unirà la seconda volta la task force messa su dall'assessore Minervini composta da tecnici ed esponenti delle associazioni ambientaliste che dovrà esaminare tutte le concessioni demaniali già date e dovrà esprimere il parere sulle nuove richieste che in questi giorni stanno arrivando negli uffici della Regione. Per il momento il gruppo di esperti sta prendendo in considerazione soltanto le richieste di variazioni di concessioni. Le domande di apertura di nuovi lidi non sono all'ordine del giorno, così come chiesto dalle associazioni ambientaliste. «La situazione è drammatica dice Minervini Sono stati dati in concessione tutti i posti più belli di Puglia. Il mare sembra proprietà privata. Per questo motivo non siamo propensi, salvo casi eccezionali che valuteremo con molta attenzione, a rilasciare per questa stagione concessioni nuove di zecca. Mi sembrano che le spiagge siano già tante». Mentre dunque il Governo prova ad allungare a novant'anni le concessioni sulle spiagge, in Puglia hanno deciso di andare con i piedi di piombo. «E' una specie di moratoria. La situazione è complessa, bisogna analizzarla con cura» spiega l'assessore. Che ha posto i primi paletti: dieci richieste di ristrutturazione hanno ricevuto già il primo stop. In tutti i casi i gestori chiedevano la costruzione sulla costa di strutture amovibili. Strutture che in molti casi, spiega invece Minervini, «nascondono colate di cemento sulle spiagge». Gli esempi non mancano. A Molfetta hanno pavimentato la scogliera con le piastrelle. A Trani, così come a Monte Sant'Angelo, hanno bucato le rocce per creare accessi privilegiati alla spiaggia. A Maruggio si è insabbiato il porto. A Mattinata i turisti (massimo trenta al giorno) dovranno chiedere al sindaco un pass per entrare in una delle piùbelle spiagge del Gargano, di proprietà di alberghi di lusso. Storie di ordinaria bruttura che stanno costando caro al turismo pugliese. L'Osservatorio nazionale sul turismo ha raccontato un calo sensibile di presenze nei primi mesi del2005.Leprevisio-ni per l'estate non sono le migliori. Legambiente ha tagliato le vele per colpa del «cemento selvaggio», denunciando casi come quello di Rodi, dove c'è un albergo a dieci passi dalla spiaggia. O di Baia dei Campi dove l'orrendo centro direzionale costruito sulla roccia sta cadendo in rovina. La Puglia è stata bocciata anche dall'Europa: cinque le località costiere che si sono fregiate della Bandiere blu come nel 2004, ma quest'anno gli esperti hanno denunciato la cattiva attenzione all'ambiente della Regione. «Con la tolleranza zero dice Minervini vogliamo cercare di restituire la bellezza alla Puglia. Siamo sicuri che in questa battaglia saranno accanto a noi, oltre alle associazioni ambientaliste, anche i gestori degli stabilimenti balneari». Nei giorni scorsi la Silb aveva chiesto alla Regione «un processo di nuovo concertazio ne. Siamo noi tecnici primi a chiedere il rispetto dell'ambiente ma vogliamo tenere sempre ben presente il futuro turistico della Regione». Minervini è d'accordo. Ma è convinto che per portare e riportare i turisti sulle spiagge della Regione è necessario distruggere gli scempi. Per questo motivo a breve partirà in un «tour del brutto» lungo tutte le coste della Puglia. «I cittadini devono segnalarci l'illegalità. In questa maniera, una volta individuate, potremo anche proporre la riconversione ecocompatibile delle strutture irregolari».