In centinaia si sono presentati al sito archeologico per l'apertura straordinaria, ma l'impossibilità di prenotare e la mancanza di personale hanno creato problemi PISA. Il Cantiere delle navi antiche fa il pieno. Di visitatori e di critiche. È stato un successo dal doppio volto la giornata di apertura straordinaria del sito archeologico di Pisa San Rossore. Gli oltre 500 turisti che in occasione del Primo Maggio hanno visitato il cantiere delle navi antiche dimostrano l'appeal turistico del sito di via Bianchi Bandinelli. Un successo, ma solo in termini numerici. Il grande afflusso di turisti ha fatto emergere anche l'altro aspetto del "sistema" cultura e turismo: la disorganizzazione che, unita al lavoro volontario, non permette di assicurare il giusto sviluppo, da tanti auspicato, del settore. La scarsità di personale addetto alle visite guidate e l'assenza di un sistema di prenotazioni hanno mandato in tilt la giornata di apertura straordinaria (ad ingresso gratuito) del sito archeologico, organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana nell'ambito dei progetti locali 2015. In frantumi è andata anche la pazienza delle centinaia di persone che si sono ritrovate, a gruppi, all'esterno del sito storico con tempi di attesa anche di due ore. Le visite guidate ai laboratori del cantiere (che, anche se non è un museo, offre la possibilità di ammirare i reperti dello scavo, i restauri in corso e le navi restaurate in via di ricomposizione) sono quasi triplicate rispetto alle previsioni. Gli organizzatori avevano programmato otto visite da circa un'ora l'una con gruppi che, per ragioni di sicurezza, non possono superare le 25 persone (200 in tutto quelle attese). Il grande afflusso di visitatori ha spiazzato anche loro, che hanno cercato di accontentare tutti, ma con inevitabili disagi. Ad accogliere i turisti solo cinque operatori della Soprintendenza regionale che hanno aderito all'iniziativa su base volontaria. Inoltre non era stato previsto un servizio di prenotazione. Tutto ciò ha lasciato l'amaro in bocca a molti dei visitatori del sito che, in attesa della ristrutturazione e dell'allestimento del museo che ospiterà il patrimonio recuperato agli Arsenali Medicei, continua a regalare sorprese e tesori. Oltre alle navi, databili tra il III secolo a.C. e il VII d.C (31 quelle ritrovate), è emerso anche un tesoro di anfore, vasi e lucerne di epoca romana. Il cantiere ospita circa 300 tra scolaresche, visitatori e associazioni al mese. Lo scorso anno, "Archeologia", cooperativa fiorentina che gestisce il sito, non coinvolta nella giornata di venerdì, ha staccato quasi 2.000 biglietti.