AFFIORA dagli scavi in tutta la sua maestosità e non ha precedenti in Sicilia. È una fortificazione di epoca bizantina. Si estende per ben novanta ettari sul monte Kassar, a Castronovo di Sicilia, a poco meno di 80 chilometri da Palermo. Un'opera imponente, sepolta dalla terra dei secoli che, adesso, grida a gran voce la sua esistenza e rivendica il suo ritorno dal passato. Undici torri, un possente doppio muro di cinta che si sviluppa per due chilometri, due accessi. Un ingresso, a oriente, un tempo chiuso da una porta lignea della quale è stata rinvenuta la traversa in ferro e probabilmente protetto da una saracinesca, prova ne sono due guide verticali sulle torri che fiancheggiavano l'accesso. In questi giorni sono a Palermo, per fare il punto sulla prima campagna di scavi, Martin Carver dell'Università inglese di York, archeologo di fama internazionale, e la professoressa Alessandra Molinari dell'Università di Tor Vergata di Roma. Le ricerche, da parte delle università inglese e romana, sono state condotte in collaborazione con la Soprintendenza ai beni culturali di Palermo. L'area forse frequentata in età romana, era probabilmente disabitata al momento della nascita della fortificazione. Indagini precedenti, dirette da Stefano Vassallo, responsabile della sezione archeologica della Soprintendenza, avevano dato prova dell'esistenza della fortificazione, ma solo nell'ultimo anno si è iniziato a scavare al suo interno. «Ciò che è emerso in questa prima fase dice la professoressa Molinari ci riempie di soddisfazione. Attraverso il magnetometro, strumento d'indagine che consente l'individuazione dei muri sepolti, abbiamo rinvenuto le pareti di tre grandi edifici allineati, lunghi trenta metri ciascuno, dei quali ancora non conosciamo la destinazione. Potrebbero essere stati utilizzati come depositi di derrate, alloggiamenti per i soldati o altro. È affiorata, inoltre, un'abitazione, da noi chiamata "la casa del soldato" ». Quest'ultima misurava quaranta metri quadrati, aveva pareti intonacate, un pavimento in roccia e un focolare. Era certamente abitata da uomini e donne, di ceto medio- alto. Presumibilmente una famiglia. A dimostrare l'esistenza di presenze femminili all'interno è stato il rinvenimento di perle e parti di collane. Una pregiatissima fibbia di bronzo, appartenente a una cintura maschile, testimonia il rango degli abitanti. Lo stesso vale per la raffinata fattura dei vetri dei calici ritrovati. Ma perché questa fortificazione rappresenta un fatto unico? Perché la sua breve vita, tra il VII ed il IX secolo, testimonia un enorme investimento economico e di manodopera, da parte dell'Impero di Bisanzio, in difesa dell'Isola, roccaforte nel Mediterraneo. La collocazione a mille metri d'altezza, al centro della Sicilia, era strategica, necessaria per far fronte a possibili invasioni da varie direzioni. Tuttavia, quando gli arabi invasero l'Isola, neppure una struttura difensiva di tale portata fu sufficiente. Così, le fonti attestano che Castellum Novum in arabo Qasr al Gadid capitolò nell'857-858. Se si accoglie l'ipotesi di identificazione del Kassar con il Qasr, gli strati di bruciato rinvenuti durante lo scavo della porta est potrebbero essere la vivida testimonianza dell'assedio del centro da parte dell'esercito arabo. L'unicità del sito è data anche dall'assenza di contaminazioni da parte delle successive invasioni. La storia della fortificazione finisce in quei giorni. Gli arabi, infatti, non abitarono mai la struttura, a differenza di quanto avvenne in altri siti bizantini. Lo stesso accadde con le successive dominazioni, dai normanni in avanti nessuno utilizzò mai il Kassar. «Siamo solo all'inizio precisa la professoressa Molinari di un viaggio che arricchirà di dettagli la ricostruzione della quotidianità dell'epoca. Il nostro studio, tuttavia, non si ferma a monte Kassar, ma riguarda l'intero territorio di Castronovo. Stiamo lavorando anche a Casale San Pietro, un'area archeologica di circa quattro ettari, sulla Palermo-Agrigento. Era una stazione di posta in età tardo-romana. Il materiale rinvenuto in questo sito testimonia la successiva presenza di bizantini, arabi, normanni e svevi. C'era un villaggio e abbiamo ritrovato muri, fornaci e delle sepolture di bambini. Immigrazioni, abitudini, cambiamenti culturali, alimentazione, sono i dati al centro delle nostre ricerche». La prossima campagna di scavi partirà in autunno e al più presto si potrebbe ipotizzare l'apertura ai visitatori. La creazione di un percorso turistico dovrebbe, però, passare attraverso accordi fra il Comune di Castronovo e i privati proprietari dei terreni.
Undici torri sulla muraglia la terra restituisce il forte bizantino
Il sito archeologico di Castellum Novum, noto anche come Kassar, è una fortificazione bizantina situata sul monte Kassar a Castronovo di Sicilia. È stata scoperta negli scavi condotti dalla Soprintendenza ai beni culturali di Palermo e dalla Università di York e dalla Università di Tor Vergata di Roma. Il sito copre un'area di 90 ettari e comprende 11 torri, un doppio muro di cinta e due accessi. Le ricerche hanno rivelato la presenza di tre grandi edifici allineati, un'abitazione chiamata "la casa del soldato" e un focolare.
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