Nell'anniversario della Galleria, si apre la partita della successione a Maraniello Sassoli de Bianchi: «Sono garante di un progetto: finché ci sono io non cambia» Il Mambo dovrebbe «rafforzare le collezioni», suggerisce Concetto Pozzati, o recuperare «il legame con il territorio», secondo Claudio Spadoni. Oppure, dice Andrea Emiliani, «crescere insieme a una Gam finalmente recuperata». La Galleria d'Arte Modera, appunto. Aprì il primo maggio di 40 anni fa e catapultò Bologna nella mischia del dibattito artistico. E mentre si celebra l'anniversario, alla direzione del Mambo si gioca la partita della successione. Gianfranco Maraniello, che ha guidato il «trasloco» dalle sale ideate da Leone Pancaldi in piazza della Costituzione all'ex Forno del Pane, lascia a fine mese per il Mart. E davanti c'è un futuro che potrebbe essere riscritto. «Il Mambo è nato come un progetto preciso» sottolinea il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi che coglieva l'eredita di «vocazione al contemporaneo della Gam». «Finché ci sarò io promette Sassoli de Bianchi lo difenderò. Ne sono il garante». Chi non ha fiducia nel Mambo è Andrea Emiliani, soprintendete all'epoca del varo della Gam(oggi, lo ricordiamo, l'edificio è di proprietà di BolognaFiere e si chiama Sala Maggiore). «Il Mambo insiste lo storico dell'arte è architettonicamente fuori luogo.Invece l'ex Gam è abbandonata: mi sembra una grande contraddizione». «Andrebbe ripreso il legame con la Fiera insiste Ci sono ArteFiera, la fiera del design: quale migliore occasione per proporre mostre di richiamo proprio lì accanto? Ma anche il Motor Show può offrire spunti interessanti per un evento espositivo. Nella stessa area c'è anche lo spazio dell'Unipol, che dovrebbe essere il regno delle produzioni più nuove in tutte le arti. La mia proposta di fare della Gam la Casa del Design è già stata bocciata dall'assessore Ronchi ma non è detto spera Emiliani che si possa aprire una nuova fase, insieme al Mambo. Mambo ed ex Gam possono camminare insieme: da una parte uno spazio espositivo con progetti autonomi e dall'altra una nuova Gam più legata all'attualità e ai temi che propone la Fiera». Tra i curatori di ArteFiera c'è Claudio Spadoni che, invece, per il futuro del Mambo suggerisce di recuperare un aspetto che, almeno nelle intenzioni, era tra i fondamenti della Gam degli esordi: «Un rapporto molto forte con il territorio». Anzi, addirittura prima della Gam: «Anceschi ricorda il professore aveva dato inizio all'acquisizione di quello che doveva diventare un patrimonio artistico cittadino». L'ideale, dunque, sarebbe recuperare questa vocazione e «unirla all'esplorazione della contemporaneità internazionale, che è ciò che fa il Mambo». «So che non è facile conciliare le due cose ammette Ma un museo che si attesta solo su programmi di attualità internazionali, per quanto di eccellenza, rischia di diventare un luogo per addetti ai lavori. E i bolognesi lo trascurano perché non lo sentono come espressione della loro identità». Anche il pittore Concetto Pozzati (che in qualità di assessore pianificò la nascita del Mambo), lamenta la mancanza di una collezione significativa. «La Gam era una galleria spiega invece il Mambo è un museo, e come tale dovrebbe possedere un patrimonio con opere da scambiare con altri musei. Mi rendo conto dei costi, però forse una collezione di epoche seguenti a Giorgio Morandi, dall'informale in poi fino agli autori anche del territorio sarebbe ancora possibile». Pozzati elogia tutti i curatori di Gam e Mambo, da Castagnoli a Maraniello, e si augura che chi verrà sarà all'altezza. Ma, a suo vedere, il museo ha un altro limite: «Va bene il Museo Morandi dentro al Mambo, ma non in quella posizione, in quel corridoio, di passaggio. Morandi merita un luogo più raccolto». La debolezza del patrimonio permanente, infine, è ammessa anche da Sassoli de Bianchi: «La nostra collezione spiega racconta le mostre allestite alla Gam e al Mambo, ma purtroppo è un problema di tutti i musei italiani: i collezionisti non sono incentivati a donare, per cui gli archivi sono ridotti». Sul progetto del Mambo, invece, non ha dubbi. Ci sono pilastri che non si discutono: «Ricerca artistica in ambito internazionale delle espressioni più sperimentali; sinergia con realtà culturali cittadine; alta qualità della didattica e valorizzazione di Morandi». Il neo direttore è avvertito.
Bologna. Quarant'anni dopo la Gam, le incognite sul Mambo
Il direttore del Mambo, Gianfranco Maraniello, lascia la posizione a fine mese per il Mart. La Galleria d'Arte Modera, appunto, celebra l'anniversario. Il futuro del Mambo è incerto. Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi è garante del progetto e promette di difenderlo. Il direttore uscente, Maraniello, lascia il posto a fine mese per il Mart. Il presidente Sassoli de Bianchi è garante del progetto e promette di difenderlo. Il direttore uscente, Maraniello, lascia il posto a fine mese per il Mart. Il presidente Sassoli de Bianchi è garante del progetto e promette di difenderlo. Il direttore uscente, Maranielli, lascia il posto a fine mese per il Mart.
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